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Femminicidio Alessandra Zorzin, parla il papà dell'assassino: "Mio figlio la frequentava da sei mesi"

Ancora non è chiara la ragione che ha portato l'assassino a estrarre la pistola dalla fondina e a premere il grilletto contro la ragazza.

Cronaca Padova, 16 Settembre 2021 ore 16:19

Da circa sei, sette mesi, Alessandra Zorzin e Marco Turrin avevano una relazione. I due, infatti, si vedevano regolarmente. E' stato Adriano Turrin, padre dell'assassino, a svelare il retroscena di una vicenda ancora tutta da chiarire.


Femminicidio Alessandra Zorzin, parla il papà dell'assassino

Adriano Turrin, padre di Marco è sotto shock per quanto avvenuto ieri all'ora di pranzo: prima il femminicidio di Alessandra Zorzin, poi, la stessa mano che aveva tolto la vita alla giovane mamma di 21 anni, che preme ancora una volta il grilletto. Ma questa volta contro la propria testa, sotto gli occhi delle Forze dell'Ordine che l'avevano ormai braccato dopo una fuga durata qualche ora. Non si dà pace, Adriano Turrin, che viveva a Vigodarzere insieme al killer, è profondamente provato.

I due si frequentavano da sei mesi

Ma nonostante questo ha voluto dare una propria lettura della tragedia che si è consumata in una cornice che ancora è tutta da chiarire. Prima di tutto ha sciolto i dubbi che circolavano fin dalle prime ore: il figlio frequentava regolarmente la vittima da almeno sei mesi. Un rapporto che però era vincolato alla zona di residenza della ragazza, mai i due si sarebbero incontrati nella casa della guardia giurata in provincia di Padova.

"Era un bravo ragazzo"

Poi ha svelato alcuni lati del carattere del figlio. "Un bravo ragazzo, sempre in ordine, che nona aveva dato segnali di particolare nervosismo". Le parole del padre, poi, si sono rivolte alla famiglia della vittima, chiedendo perdono. Ancora, però, non è chiaro cosa abbia portato l'uomo a premere il grilletto contro la ragazza.

Sembra che alla base ci sia un addio non accettato. Forse, la giovane, aveva posto dei limiti a un'amicizia che doveva rimanere tale, senza sconfinare in altro. E allora, al culmine di una discussione, l'assassino avrebbe estratto la pistola, premendo il grilletto e mirando al volto.