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Faceva il parcheggiatore (abusivo) ma era un trafficante di esseri umani

Due gli arresti da parte dell'Arma dei Carabinieri di Padova per due uomini a piede libero

Faceva il parcheggiatore (abusivo) ma era un trafficante di esseri umani
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Nella mattinata di mercoledì 7 febbraio 2024, un parcheggiatore abusivo è stato segnalato ai Carabinieri di Padova a Casalserugo. Poi la scoperta: sull’uomo pendeva un ordine di esecuzione per commercio di schiavi e prostituzione.

Falsa testimonianza

Il tutto è avvenuto durante il mercato settimanale quando alcuni residenti hanno segnalato la presenza di un uomo intento a chiedere dei soldi in cambio del parcheggio dell’auto. Una volta individuato dai Carabinieri, l’uomo, un 39enne originario della Nigeria, in assenza di documenti, è stato scortato in caserma per effettuare l’identificazione.

In un primo momento, il 39enne ha fornito false generalità, ma i risultati delle impronte digitali non solo hanno smentito la sua dichiarazione, ma hanno anche svelato che in realtà sull’uomo pendeva un ordine di esecuzione pena di 6 anni e 5 mesi di reclusione.

La pena

La pena era stata emessa dalla Corte d'Appello d'Assise, Firenze, per i reati di: tratta e commercio di schiavi, estorsione e prostituzione commessi nelle province di Pistoia, Prato e Roma nel 2017 in concorso con altri connazionali ai danni di diverse donne.

Il 39enne, nel 2021 si era sottratto alla giustizia rendendosi irreperibile, è stato in seguito accompagnato in carcere a Padova come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

Un secondo episodio

Sempre nell’ambito della giornata del 7 febbraio 2024, un 30enne originario del Marocco è stato arrestato nei pressi della Stazione di Monselice.

Il 33enne era stato affidato in via temporanea in prova ai servizi sociali presso una comunità locale per aver commesso una rapina in una farmacia nel novembre 2022 a Venezia. Lo scorso 5 febbraio è tornato in circolazione dopo essersi allontanato dalla struttura senza autorizzazione alcuna, violando così gli obblighi imposti.

Il giorno successivo è stato rintracciato a Treviso e riportato presso la comunità, ma per via della fuga la misura cautelare nei suoi confronti si è aggravata pertanto è stato condotto poi in carcere come disposto dall’Autorità Giudiziaria.

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