Il caso

Edoardo Zattin morto durante l’allenamento di boxe: patteggiano in tre, ignoto ancora chi ha sferrato il pugno

Dopo i patteggiamenti per omicidio colposo la famiglia avvia l'azione civile per identificare l'autore del colpo fatale costato la vita al 18enne di Este

Edoardo Zattin morto durante l’allenamento di boxe: patteggiano in tre, ignoto ancora chi ha sferrato il pugno

Il procedimento giudiziario per la morte di Edoardo Zattin, il 18enne di Este deceduto nel febbraio 2023 dopo un allenamento di boxe, si è concluso con tre patteggiamenti per cooperazione in omicidio colposo.

Morte Edoardo Zattin: tre patteggiamenti

Simone Lazzarin, istruttore 48enne di Rovigo, ha concordato una pena di due anni con sospensione condizionale. I legali rappresentanti della struttura sportiva di Monselice, il 37enne Luca Lunardi e il 49enne Matteo Zenna, hanno patteggiato un anno, dieci mesi e venti giorni, beneficiando anch’essi della sospensione della pena.

L’avvio del procedimento civile

Nonostante le condanne, resta ignota l’identità del soggetto che ha sferrato il pugno durante l’allenamento di boxe.

Per questa ragione, i congiunti dello studente hanno deciso di intraprendere una causa in sede civile. Tale scelta nasce dalla necessità di ottenere un risarcimento danni, opzione esclusa dal rito del patteggiamento in sede penale, e dalla volontà di ricostruire l’esatta dinamica dell’evento all’interno del palasport padovano.

Secondo quanto emerso, il giovane non avrebbe dovuto partecipare a sessioni di “sparring”. Il regolamento consentiva al ragazzo esclusivamente l’utilizzo della sala pesi, in quanto non risultava ufficialmente iscritto alla Federazione pugilistica. L’assenza della copertura federale e il mancato rispetto dei divieti di combattimento rappresentano i punti centrali su cui si fonderà la nuova azione legale promossa dai parenti della vittima.

L’azione civile mirerà a colmare le lacune investigative rimaste dopo il processo penale, cercando di dare un nome alla persona che si trovava sul ring con lo studente al momento del trauma cranico fatale. Il tribunale dovrà ora valutare le responsabilità oggettive e soggettive legate alla gestione dell’impianto sportivo.