Bassa padovana

Dipendente comunale emetteva finte ricevute per pagarsi lo stipendio più volte al mese

Si è appropriato, a più riprese, di consistenti somme di denaro pubblico, per un importo complessivo pari a 125.000 euro circa.

Dipendente comunale emetteva finte ricevute per pagarsi lo stipendio più volte al mese
Padova, 22 Ottobre 2020 ore 17:03

Nella giornata di oggi, giovedì 22 ottobre 2020, la Guardia di Finanza di Este, coordinata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un funzionario che, fino al mese di giugno 2019, allorquando rivestiva gli incarichi di economo e responsabile dei servizi finanziari di un Comune della Bassa Padovana, si è appropriato, a più riprese, di consistenti somme di denaro pubblico, per un importo complessivo pari a 125.000 euro circa.

Sequestrati 11 conti correnti

Oltre alla misura cautelare personale, le Fiamme Gialle padovane hanno eseguito il sequestro di 11 conti correnti e di 4 immobili, nonché perquisito, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i luoghi nella disponibilità̀ dell’indagato. Le indagini sono state avviate a seguito di segnalazione da parte dello stesso Ente locale che, in relazione ad accertamenti interni finalizzati alla ricerca delle cause dello stato di dissesto finanziario in cui versava, si è reso conto dei rilevanti ammanchi di cassa.

I Finanzieri hanno così verificato che il dipendente infedele aveva ideato un piano illecito semplice, ma ingegnoso: innanzitutto, riusciva a pagarsi lo stipendio più volte nello stesso mese attraverso artifici contabili; inoltre, gestendo anche la cassa del Comune, intascava somme “extra”, falsificando i mandati relativi ai pagamenti dei servizi da parte degli utenti. In altri casi, ancora, il funzionario produceva giustificativi relativi a spese mai sostenute, documentate grazie a ricevute fiscali e scontrini, talvolta anche raccolti per strada.

Curava le pratiche amministrative

Rivestendo, contemporaneamente, due incarichi, l’arrestato era di fatto il controllore di se stesso: egli curava in prima persona le pratiche amministrative, seguendole nel relativo iter e interloquendo spesso con gli altri uffici comunali, presso i quali godeva di fiducia e di credibilità per le capacità professionali dimostrate nel trattare le incombenze burocratiche. Le ipotesi di reato contestate sono quelle di peculato e di falso materiale ed ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici, per i quali la legge prevede pene severe. Sono tuttora in corso ulteriori accertamenti per quantificare il danno erariale. L’azione della Guardia di Finanza a salvaguardia dell’integrità dei bilanci degli Enti locali mira a garantire il corretto impiego del denaro pubblico, a beneficio dei soggetti aventi diritto, evitando possibili sprechi, inefficienze o vere e proprie frodi a danno della collettività, tenuto anche conto delle difficoltà economiche in cui incorrono, oggigiorno, moltissime famiglie ed imprese.

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