Indagini in corso

Dieci anni di minacce ed estorsioni: tabaccaio di Monselice denuncia un 45enne

Un clima di tensione che va avanti dal 2015. Nemmeno gli arresti domiciliari lo hanno fermato: al tempo, infatti, andava la compagna a prendergli le sigarette

Dieci anni di minacce ed estorsioni: tabaccaio di Monselice denuncia un 45enne
Pubblicato:

Per oltre dieci anni, un 45enne avrebbe costretto un tabaccaio di Monselice a consegnargli denaro e sigarette, delle quali il valore complessivo ammonta a oltre 400 euro (in copertina: immagine di repertorio creata con l'intelligenza artificiale).

Dieci anni di minacce ed estorsioni

Il 45enne, già noto alle forze dell'ordine, porterebbe avanti queste minacce dal 2015. Ogni volta, si sarebbe fatto consegnare dai 15 ai 20 euro o gratta e vinci, ma anche pacchetti di sigarette, che da soli raggiungerebbero un valore di 400 euro.

Per ottenere la merce avrebbe assunto atteggiamenti aggressivi, avvicinandosi faccia a faccia alla vittima, puntandole il dito contro e appoggiando i gomiti sul bancone. Inoltre, avrebbe sfruttato la sua fisicità e minacciato il proprietario in più occasioni, facendogli intendere che lo avrebbe diffamato e gli avrebbe fatto perdere la clientela.

Le estorsioni, secondo quanto riferito dagli inquirenti, non si sarebbero interrotte neanche mentre il 45enne era agli arresti domiciliari per altre vicende. In quel periodo, infatti, sarebbe stata la compagna dell'epoca a ritirare le sigarette per lui.

A inizio febbraio la vittima ha voluto porre fine alla situazione ed è andato dai Carabinieri di Monselice, raccontando il decennio di soprusi. Da allora, i militari hanno iniziato a ricostruire la vicenda raccogliendo prove, confermate anche dalle testimonianze degli altri commercianti della zona, che ormai avevano capito cosa stesse accadendo.

Il 45enne, appena è venuto a sapere della denuncia nei suoi confronti, avrebbe provato a costringere la vittima a ritirarla, ma senza successo. Il persecutore, quindi, avrebbe iniziato a fermarsi più spesso e per più tempo di fronte alla tabaccheria, provando ad intimidire l'oppresso. Inoltre, i due si sarebbero incontrati spesso anche nei centri limitrofi.

Questa evoluzione dei fatti ha portato il Gip, su richiesta della Procura della Repubblica, a emettere la misura cautelare degli arresti domiciliari. Le indagini, tuttavia, non si sono ancora concluse.

Seguici sui nostri canali