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Covid-19 e sistema immunitario: innovativa ricerca dell’Università di Padova

La ricerca sarà possibile grazie a un innovativo strumento, il “BD Raphsody™”, acquistato da Fondazione Tes e già consegnato all’Ospedale di Treviso. Avis Provinciale Treviso finanzierà i materiali di consumo.

Covid-19 e sistema immunitario: innovativa ricerca dell’Università di Padova
Padova, 25 Giugno 2020 ore 12:19

Covid-19: dalla collaborazione tra Università di Padova, Fondazione Tes, Ospedale di Treviso e Avis Provinciale Treviso, nasce un innovativo progetto di ricerca per migliorare le capacità predittive sulla malattia.

Domande in cerca di risposte

Da cosa dipende la risposta del sistema immunitario al Covid-19, ovvero, perché ci sono individui più o meno predisposti a combattere efficacemente il virus? I mesi scorsi hanno evidenziato che la reazione di ciascun paziente è fortemente diversificata e dipende da molti fattori tra i quali età, sesso, patologie pregresse. Ma molti studiosi suggeriscono che un fattore determinante sia la cosiddetta “memoria immunologica innata”, ovvero la capacità di difesa naturale di ogni individuo. Conoscere questo meccanismo permetterebbe di migliorare le capacità prognostiche sul decorso di ogni malato e curare tempestivamente i soggetti più a rischio, ovvero affrontare con maggior preparazione i prossimi mesi e la recrudescenza dell’infezione che molti studiosi prevedono per il prossimo autunno.

Strumento innovativo

Con queste finalità è appena partito un nuovo progetto di ricerca in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del Farmaco e il Dipartimento di Neuroscienze- Sezione di Anatomia Umana Normale dell’Università di Padova, Tes- Fondazione per la Biologia e la Medicina della Rigenerazione e l’Unità Operativa Complessa di Medicina trasfusionale di Treviso. Il progetto è finalizzato allo studio di alcune popolazioni di monociti e linfociti NK che, garantendo una protezione aspecifica nei confronti dell’infezione COVID-19, possono essere utili indicatori per identificare una condizione soggettiva di maggiore o minore suscettibilità al virus SARS-CoV-2. Per permettere la ricerca, Fondazione Tes ha acquistato un innovativo strumento, il “BD  Raphsody™ System”, Avis Provinciale Treviso si è impegnata a finanziare i materiali di consumo e Ulss 2 finanzierà una borsa di studio per portare avanti lo studio presso la Medicina Trasfusionale dell’Ospedale di Treviso. Per maggiori informazioni www.fondazionetes.it/covid19

I commenti

Prof.ssa Rosa Di Liddo, Dipartimento di Scienze del Farmaco, che porta avanti il progetto insieme al Prof. Andrea Porzionato e Prof. Raffaele De Caro del Dipartimento di Neuroscienze- Sezione di Anatomia Umana Normale dell’Università di Padova, spiega in cosa consiste l’innovatività del progetto:

“L’innovatività del progetto proposto dall’Università di Padova, Ospedale di Treviso, Fondazione TES e Avis Provinciale Treviso risiede nell’analisi multiomica in singola cellula che lo strumento BD Raphsody™ System potrà garantire per la caratterizzazione dei meccanismi di difesa aspecifica nei confronti di COVID-19. In particolare, tale tecnologia consentirà in modo efficiente e flessibile di studiare contemporaneamente sia le proteine di superficie che il profilo di espressione genica di monociti e linfociti NK prelevati da soggetti convalescenti e naive. I dati ottenuti da questo studio multiparametrico saranno condivisi con la comunità scientifica per la definizione di nuove strategie di controllo dell’epidemia di Covid-19”.

Prof. Pierpaolo Parnigotto, Direttore Scientifico di Fondazione Tes, sul ruolo di Fondazione Tes:

“Dal 2006 Tes, Fondazione per la Biologia e la Medicina della Rigenerazione, collabora con Università di Padova, Avis e le strutture sanitarie regionali ed extra-regionali, per progetti di ricerca che continuano a raccogliere importanti riscontri dalla comunità scientifica internazionale. Tra i progetti avviati più recentemente, vi sono uno studio sulla cura dell’Emofilia A mediante trapianto di cellule staminali, in collaborazione con il SIT di Castelfranco Veneto (UOC Medicina Trasfusionale Treviso), e uno sulla Malattia Minima Residua dei pazienti emato-oncologici, sempre in collaborazione con Ospedale di Treviso. Questo nuovo progetto sul Covid-19 potrà aprire nuove prospettive per affrontare l’attuale pandemia mondiale”.

Dott.ssa Arianna Veronesi, Direttore UOC Medicina Trasfusionale Treviso – AULSS 2 Marca Trevigiana, aggiunge:

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