Carabinieri

Compra un anello per la ragazza, ma lo perde di vista sul bus e un altro passeggero glielo ruba

E' successo lo scorso 24 gennaio 2026 sul mezzo pubblico da Campodarsego a Padova: denunciato il responsabile per furto aggravato e ricettazione

Compra un anello per la ragazza, ma lo perde di vista sul bus e un altro passeggero glielo ruba

Storia a lieto fine nell’Alta Padovana, dove un anello rubato su un autobus è stato recuperato dai militari dell’Arma dei Carabinieri (in copertina: immagine di repertorio creata con l’intelligenza artificiale).

La scoperta

I fatti risalgono allo scorso 24 gennaio 2026, quando un 18enne è salito su un bus dalla fermata di Fiumicello di Campodarsego diretto a Padova.

Il giovane aveva appoggiato una busta su un sedile anteriore per mostrare il biglietto al conducente, dimenticandola momentaneamente.

Richiamato dall’autista, è tornato a recuperarla ma ha scoperto che l’anello a forma di cuore, del valore di circa 200 euro, era sparito.

A bordo del mezzo si trovava soltanto un altro passeggero, poi sceso insieme a lui alla fermata di Vigodarzere.

Le indagini

Dopo la denuncia, i carabinieri della stazione di Vigodarzere hanno avviato immediatamente le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova.

Determinanti sono stati i filmati della videosorveglianza interna dell’autobus, che hanno consentito di identificare il presunto responsabile.

Perquisizione e ritrovamento

I militari hanno quindi ottenuto un decreto di perquisizione e, durante i controlli, hanno rinvenuto una ricevuta di un compro oro dell’Alta Padovana.

Raggiunto l’esercizio, i carabinieri sono riusciti a recuperare e sequestrare l’anello, che era ancora in giacenza.

Denuncia e restituzione

Un soggetto di origine marocchina, residente nella zona, è stato denunciato per furto aggravato e ricettazione.

Nei giorni successivi, il gioiello è stato restituito al giovane, che ha ringraziato i militari per la rapidità dell’intervento, riuscito a salvare il regalo destinato alla fidanzata.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari: come previsto dalla legge, l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.