Gettata dal cavalcavia sull'A4

Chiuse le indagini per il femminicidio di Giada Zanola, la Procura contesta anche la premeditazione

L'imputato Andrea Favero, ex compagno, ha venti giorni di tempo per chiedere un interrogatorio o per depositare una memoria, poi ci sarà l'udienza preliminare

Chiuse le indagini per il femminicidio di Giada Zanola, la Procura contesta anche la premeditazione
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Si sono concluse le indagini per il femminicidio di Giada Zanola, 33enne gettata dal cavalcavia sull'A4 a Vigonza nella notte tra martedì 28 e mercoledì 29 maggio 2024.

Giada Zanola

Chiuse le indagini per il femminicidio

Le indagini preliminari sono terminate lunedì 24 marzo 2025 e hanno portato alla luce molti elementi che tolgono molti dubbi sulla presunta innocenza di Andrea Favero.

Andrea Favero

Di fatto, gli investigatori hanno scoperto che Giada si stava per trasferire via dal nuovo compagno insieme al figlio, allontanandosi effettivamente dalla relazione tossica. Inoltre, dall'esame autoptico è risultato che la giovane madre aveva assunto delle benziodiazepine che però erano state prescritto all'indagato per la sua insonnia.

Di fatto, secondo gli investigatori Giada era incosciente, ma ancora viva, quando è stata gettata dal cavalcavia e ciò sarebbe dovuto ai farmaci. Secondo un'amica della vittima, quella non sarebbe stata neanche la prima volta che li assumeva senza saperlo. Infatti, qualche settimana prima della tragedia le aveva detto:

"Mi sento fiacca, ci vedo doppio".

Inoltre, avrebbe confessato all'amica che temeva di essere stata violentata da Andrea durante il sonno causato dai farmaci poiché cercava di avere un secondo figlio con lei.

Secondo gli investigatori, quella notte Favero, avrebbe inscenato dei messaggi al cellulare di lei, mostrandosi preoccupato e scherzando sul fatto che fosse andata via senza salutare. Ciò che lo ha smascherato sono state le telecamere di videosorveglianza, che avevano ripreso un'auto in sosta sul cavalcavia intorno alle 3:30 del mattino di mercoledì 29 maggio. La macchina, che pochi minuti dopo è stata ripresa ripartire e infine è arrivata a casa della vittima.

Cosa accadrà?

La Procura di Padova vuole accusare Favero di omicidio volontario, aggravato dalla convivenza e dalla premeditazione. Di fatto, la difesa dell'imputato ha venti giorni per depositare una memoria, cioè un documento al giudice, o richiedere un interrogatorio. Esaurito questo periodo di tempo, si svolgerà l'udienza preliminare e, qualora venga disposto il rinvio a giudizio, il procedimento davanti alla Corte d'Assise.

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