Sei vittime sul lavoro in Veneto da inizio 2026, tre nella provincia di Padova. L’ultimo decesso nel nostro territorio è avvenuto mercoledì 4 marzo 2026 a Villatora di Saonara, in via Otto Marzo, dove Stefano Contiero, 51 anni, ha perso la vita in un cantiere edile, cadendo da un’altezza di sei metri, mentre installava pannelli fotovoltaici (in copertina: immagine di Stefano Contiero).
L’incidente mortale sul lavoro
Originario di Piove di Sacco, ma residente a Campagnola di Brugine, Stefano Contiero era socio-dipendente di una ditta di impianti e da anni, tra le altre cose, si occupava di installare pannelli fotovoltaici.
Qualcosa però, intorno alle 10,30 di mercoledì 4 marzo 2026, è andato storto. Mentre si trovava sul tetto di una bifamiliare in costruzione con altri colleghi, all’improvviso è precipitato al suolo. Nonostante la chiamata di emergenza ai soccorritori del Suem 118, per il 51enne non c’è stato nulla da fare. Troppo gravi le lesioni riportate dopo la caduta da circa sei metri di altezza.
Gli accertamenti
Insieme ai sanitari, anche i Carabinieri e i tecnici dello Spisal sono intervenuti sul posto. A loro il compito di capire come sia avvenuto l’incidente mortale sul lavoro e soprattutto se, durante le operazioni di installazione dei pannelli fotovoltaici, siano state rispettate tutte le norme di sicurezza, con l’utilizzo degli appositi dispositivi per il lavoro in quota.

Ma chi conosce Stefano, riferisce di un lavoratore esperto, attento a preparare il campo per operare in sicurezza. Sotto questo punto di vista, intervistata da AntennaTre, una vicina che ha assistito alla scena, ha dichiarato:
“E’ stata una cosa spaventosa. Secondo me è inciampato su quel filo maledetto”.
Al momento non si esclude alcuna pista investigativa, comprese quelle del malore improvviso o di una distrazione, anche se l’ipotesi di una fatalità resta molto accreditata.
Il pm di turno ha comunque concesso il nullaosta per la rimozione della salma, portata poi in obitorio a Piove di Sacco in attesa di affidarla ai familiari per il funerale.
I messaggi di cordoglio e la reazione dei sindacati
Stefano Contiero lascia la moglie Claudia e due figli.
La notizia della sua morte sul lavoro ha creato un grande choc. Nelle ore successive all’incidente, diversi sono stati i messaggi di cordoglio pubblicati da conoscenti del 51enne sui social.
“Una tragedia immensa colpisce oggi la nostra comunità di Brugine. Ci stringiamo tutti in un profondo abbraccio e nella preghiera per la Famiglia Contiero, alla moglie Claudia e ai due figli” ha scritto Michele Giraldo su Facebook.
“Immenso dolore per la tragica morte di uno dei nostri primi soci fondatori Stefano Contiero. Ci ha lasciato oggi un amico leale dal cuore gigantesco, compagno di squadra impeccabile e sempre pronto ad aiutare il prossimo. Con cordoglio tutta la società si stringe attorno alla moglie Claudia e ai due giovanissimi figli. Onorati di aver fatto squadra, e grati per ciò che ci hai aiutato a realizzare. Resterai sempre un esempio indimenticabile. Ciao Conte” ha riportato l’ADMO Volley ASD.
“Stefano era un uomo che conosceva il valore del lavoro, della fatica e dell’impegno. È uscito per costruire, per portare luce e futuro, ma il destino lo ha atteso su quel tetto, trasformando una giornata qualunque in un silenzio eterno. Non è giusto morire di lavoro. Non è giusto che un abbraccio promesso per la sera rimanga sospeso nel vuoto. Oggi ci resta il dolore, ma anche il dovere di ricordare che ogni istante è prezioso. Stefano non è tornato a casa, ma il suo ricordo resterà vivo in chi lo ha amato, come una luce che non si spegne, nonostante l’oscurità di questa tragedia” ha riportato su Facebook Floriana Visentin.
Non solo a Brugine, dove il 51enne risiedeva, ma anche a Saonara, luogo dell’incidente, la sindaca Michela Lazzaro ha voluto fare le condoglianze ai familiari, evidenziando quanto sia fondamentale riflettere sul tema delle morti sul lavoro, “una drammatica striscia di decessi che deve bloccarsi, investendo sulla sicurezza dei cantieri e sul rispetto delle normative“.
Di questo avviso, ovviamente, sono i anche i sindacati:
“Sono giorni drammatici per il mondo del lavoro veneto, con la sesta vittima nell’arco di pochissimo tempo. Purtroppo si tratta ancora una volta di una caduta dall’alto, che è diventata una delle circostanze che si verificano con più frequenza – ha affermato Roberto Toigo, segretario della Uil Veneto – La Regione Veneto ha annunciato l’adozione di un Piano Mirato per la Prevenzione delle cadute dall’alto, ma è importante che aziende e lavoratori utilizzino le strumentazioni, le tecnologie e i sensori utili per evitare le cadute. Non possiamo attendere i Piani, bisogna agire subito per interrompere questa strage pressoché quotidiana”.
“Pensiamo sia giunto il momento che la Regione istituisca un tavolo per affrontare la tematica della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, convocando le organizzazioni sindacali più rappresentative. Bisogna aprire un confronto vero su quelle che sono le cause reali delle morti sul lavoro, legate sicuramente a un mercato del lavoro dove la precarietà la fa da padrone, ma anche dall’esigenza di forti investimenti per gli organi ispettivi, utili a migliorare le condizioni nei luoghi di lavoro” ha aggiunto Marco Galtarossa, segretario confederale Cgil di Padova.