Udienza preliminare

Avvocato Longo, andranno a processo i due aggressori: assolta la "mandante"

Il movente dell'aggressione sotto casa dell'ex senatore nel controverso rapporto tra quest'ultimo e la 32enne, ex convivente.

Avvocato Longo, andranno a processo i due aggressori: assolta la "mandante"
Cronaca Padova, 22 Giugno 2021 ore 09:55

A processo Luca Zanon e Silvia Maran, i due padovani accusati della violenta aggressione nei confronti dell'avvocato Longo sotto casa sua. Il movente starebbe nel controverso rapporto tra l'ex senatore e la terza donna che era con loro, che è stata invece assolta per non aver commesso il fatto.

Avvocato Longo, a processo i due aggressori

E' durata circa 4 ore ieri pomeriggio, lunedì 21 giugno 2021, l'udienza preliminare per la brutale aggressione di  cui, lo scorso 30 settembre, era stato vittima l'avvocato Piero Longo, minacciato e picchiato all'interno della sua abitazione in centro a Padova.

Dovranno affrontare il processo, il prossimo 22 settembre, Luca Zanon e Silvia Maran, i due "protagonisti" padovani dell'aggressione, mentre è stata assolta - per non aver commesso il fatto - la terza donna che era con loro, già convivente in passato dello stesso Longo.

L'episodio aveva destato scalpore, sia per la dinamica da subito piuttosto oscura, che per la reazione dell'avvocato ed ex senatore, che aveva addirittura sparato due colpi di pistola in aria per spaventare gli aggressori.

I fatti

I tre sconosciuti (all'epoca), incensurati, si erano avvicinati alla casa di Longo, in pieno centro, dopo le 23, costringendolo a scendere dall'appartamento per parlare. Tutto succede in pochi attimi: l'avvocato scende, armato, e viene subito assalito da due soggetti. Spara. Intanto una terza persona assiste alla scena restando in disparte. Infine i tre se ne vanno come se niente fosse. E poi avvisano la Polizia.

Una trama poco chiara che si è poi dipanata quando sono cominciati a emergere i legami tra i tre soggetti e in particolare i rapporti di una di loro con l’avvocato Longo. E' venuto fuori alla fine che i due, Zanon e Maran, volevano un chiarimento sulla natura della relazione intrattenuta dall'avocato con la giovane donna che era con loro.

Le confidenze sulla presunta relazione tra i due

Il motivo? Da alcune confidenze di quest'ultima, la coppia Zanon e Maran aveva appreso poco prima che Longo avrebbe intrattenuto con lei una relazione fin da quando era molto piccola (minorenne), ma che poi il rapporto si sarebbe interrotto all'improvviso. Una rivelazione che avrebbe scandalizzato i due, suoi amici da tempo, al punto tale da presentarsi poi sotto casa dell'avvocato per un chiarimento. In cui chiedergli conto di quel rapporto che, secondo il racconto della donna, sarebbe andato un po' troppo oltre. Anche perché - aggravante agli occhi dei due (e non solo) - la 32enne era la figli di un'ex compagna di Longo, insomma una "figliastra acquisita".

Il movente

Intuendo che potesse succedere qualcosa, l'avvocato si era presentato all'incontro armato. E infatti qualcosa è successo eccome. Unica attenuante per i tre aggressori, il fatto di aver poi chiamato subito la Polizia.

Le indagini condotte dal pubblico ministero Roberto D’Angelo hanno aperto un ulteriore risvolto della torbida vicenda: già perché, nel mentre, è stato aperto un fascicolo per atti sessuali con minore, reato già prescritto tuttavia, a carico proprio di Longo. Il presunto "movente" dell'aggressione, del resto. Di più, sulla reale natura del rapporto tra l'ex senatore e la donna, se ne saprà forse proprio durante il processo al via il 22 settembre.