No alla violenza verbale

Aveva insultato l'arbitra durante la partita, il genitore colpevole ora rischia il daspo per 5 anni

Il comitato regionale Veneto è passato subito all'azione. Durante le prossime gare verrà lanciato il progetto “Lascia il Segno! Tifa e Taci – Anche le parole sono violenza”

Aveva insultato l'arbitra durante la partita, il genitore colpevole ora rischia il daspo per 5 anni
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Il presidente Roberto Nardi:“Vogliamo mandare un segnale concreto che non sono più tollerabili certi comportamenti nelle nostre palestre"

Aveva insultato l'arbitra durante la partita, il genitore colpevole ora rischia il daspo per 5 anni

Rischia il daspo per 5 anni il genitore di uno dei giocatori dei Cittadella Brenta Gunners che domenica 3 dicembre 2023, durante la partita contro la Pallacanestro Camin, ha continuato a inveire contro la giovanissima arbitra di soli 17 anni arrivando addirittura ad augurarle il destino toccato a Giulia Cecchettin.

Parole incommentabili e davvero incompresibili, pronunciate tra le altre cose durante una partita delle giovanili, che niente hanno a che vedere con lo spirito sportivo. Il papà al centro della bufera non era stato immediatemente richiamato ad una condotta e un linguaggio più consono da nessuno dei presenti. L'unico che si era fatto avanti era stato il papà dell'arbitra che ha dovuto ascoltare quei terribili commenti nei confronti della figlia. Il peggiore di tutti: " Devi fare la fine di quella di Vigonovo".  Una frase che lascia impietriti per la sua brutalità, usata per colpire ancora una volta una donna nonostante la tragedia che ha scosso l'intera nazione.

Lascia il segno: tifa e tacci. Anche le parole sono violenza

Il comitato regionale Veneto, che aveva subito condannato con fermezza le parole dell'uomo, è passato subito all'azione: in occasione delle gare che si disputeranno nelle prossime due settimane su tutti i campi e in tutte le categorie verrà lanciato il progetto “Lascia il Segno! Tifa e Taci – Anche le parole sono violenza”. Infatti llenatori, giocatori, arbitri e spettatori saranno  chiamati a disegnare un segno rosso sul viso, in un grande abbraccio che coinvolgerà tutte le persone presenti, come segnale di solidarietà al giovane arbitro incivilmente offeso a Padova All’inizio di ogni partita Allenatori, giocatori, arbitri e spettatori con un segno rosso visibile sul viso si abbracceranno in campo: tutte le società saranno tenute a inviare allo scrivente comitato una foto che verrà poi pubblicata sui nostri principali canali di comunicazione all’indirizzo ufficio.stampa@veneto.fip.it

“Non vogliamo lasciare cadere nel vuoto quanto accaduto e vogliamo mandare un segnale concreto che non sono più tollerabili certi comportamenti nelle nostre palestre – le parole del presidente del Comitato regionale, Roberto Nardi – Per due settimane, a partire da questo week end, in tutte le palestre ogni partita inizierà con questo gesto importante che dovrà coinvolgere Allenatori, giocatori, arbitri e spettatori. Nessuno escluso. I palasport non sono sfogatoi e nemmeno zone franche dove ognuno può permettersi di insultare o maltrattare le persone. Chiediamo la massima collaborazione da parte delle società”

 

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