Camposampiero

Arresto cardiaco in Pronto Soccorso: 77enne rianimata per 70 minuti, "Angeli, mi avete salvato la vita"

Mentre stava per essere chiamata per la visita, il suo cuore si è fermato, da lì è iniziata la corsa per riuscire a salvarla.

Arresto cardiaco in Pronto Soccorso: 77enne rianimata per 70 minuti, "Angeli, mi avete salvato la vita"
Pubblicato:
Aggiornato:

Un biglietto per ringraziare i dottori che l'hanno salvata.

Il malore mentre era in bicicletta

Giovanna, 77enne residente in un comune dell’Alta Padovana, oggi può raccontare quei drammatici momenti con un sorriso colmo di riconoscenza verso quei dottori che non hanno tentennato un attimo nel cercare di salvarla in tutti i modi. Era un giorno d’agosto e, mentre Giovanna stava pedalando in bicicletta è svenuta. Immediata la corsa in Pronto Soccorso, accompagnata dal figlio. Altrettanto veloce l'inserimento in triage però, mentre sta per essere chiamata per la visita, il suo cuore si ferma. Un arresto cardiaco la coglie nella sala d’attesa del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Pietro Cosma” di Camposampiero.

Ben 70 minuti di rianimazione

Comprendendo subito la gravità della situazione l'infermiere Jacopo Cacco porta di peso la signora nella shock room, l’area rossa dotata di apparecchiature tecnologicamente avanzate, dedicata al trattamento dei pazienti critici, i “codici rossi”. Qui la signora viene immediatamente intubata, rianimata e defibrillata dal team composto dal dottor Stefano Vido, dagli infermieri Giada Corzato, Silvia Marconati, Samuele Businello e dallo stesso Cacco. Nonostante l'uso ripetuto del defibrillatore, la paziente continua ad andare in arresto cardiaco a causa di un'aritmia maligna (fibrillazione ventricolare), refrattaria alla terapia elettrica. Si riesce a registrare un elettrocardiogramma che evidenzia chiaramente la causa dell'aritmia, cioè un infarto. Dopo altri, numerosi tentativi di defibrillazione (in totale 13 scariche), ben 70 minuti di rianimazione e l'uso di farmaci specifici, il cuore di Giovanna torna a battere, e "a ritmo”.

Il ricovero

Stabilizzatesi le condizioni cliniche, si è così riusciti a trasferirla nell’Emodinamica dell’Ospedale di Cittadella per "riaprire" le coronarie occluse. Dopo un ricovero prima in Rianimazione e poi in UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica), la donna è stata dimessa in buone condizioni generali e senza alcun esito invalidante. Il dottor Giuseppe Marinaro, direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Camposampiero spiega:

“Il caso è straordinario  e dimostra l'importanza di un intervento immediato ed appropriato, anche oltre il protocollo, e l’importanza di effettuare subito un massaggio cardiaco, continuando per un tempo considerevole, più di un'ora”.

A medici e infermieri rimane la grande soddisfazione del lieto fine di questa storia, che pareva sfavorevolmente segnata. E, nelle loro mani, resta un biglietto, recapitato nelle ore scorse:

“A voi che fate del vostro lavoro una missione e con grande impegno cercate di salvare vite. A voi Angeli, che avete salvato la mia! Il più sincero ringraziamento”.

Seguici sui nostri canali