Truffatore seriale

Arrestato il “giudice Baù”: si spacciava per magistrato in pensione dirimendo controversie giudiziarie. Anche a Monselice

Il 73enne asiaghese ma residente a Thiene, tristemente noto alle cronache, in particolare dell’Alto vicentino e non solo, deve scontare oltre 5 anni.

Arrestato il “giudice Baù”: si spacciava per magistrato in pensione dirimendo controversie giudiziarie. Anche a Monselice
Monselice, 23 Ottobre 2020 ore 16:55

Innumerevoli le truffe realizzate dal 73enne.

Tristemente noto alle cronache dell’Alto Vicentino

Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Thiene, nella mattinata odierna, venerdì 23 ottobre 2020, hanno eseguito l’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia nei confronti di Antonio Bau’ 73enne asiaghese residente a Thiene tristemente noto alle cronache, in particolare dell’alto vicentino, che hanno più volte segnalato le innumerevoli truffe realizzate dal medesimo, così come la stessa Procura della Repubblica di Vicenza che lo aveva sottoposto, a numerosi processi penali conclusisi con altrettante condanne.

Arrestato il “giudice Baù": si spacciava per magistrato in pensione dirimendo controversie giudiziarie. Anche a Monselice

Deve scontare oltre 5 anni di reclusione

L’uomo deve scontare la pena residua di anni 5 e mesi 2 e giorni 10 di reclusione, in riferimento alle precedenti vicende giudiziarie per i vari episodi di truffa aggravata e continuata, tentata estorsione e violenza privata commessi nei comuni di Thiene, Fara e Isola Vicentina, Valli del Pasubio, Zugliano, Bassano del Grappa, Marano, Piovene Rocchette e Monselice (PD) di cui è stato protagonista, dall’inizio del 2006 alla fine del 2009.

La tecnica del “giudice”

Il metodo d’azione, ben collaudato e alimentato dal passa parola tra conoscenti, era sempre lo stesso: abbigliamento elegante, in apparenza ben introdotto negli ambienti giudiziari di cui millantava conoscenze, dall’eloquio facile, ben forbito e dall’uso di qualche termine giuridico, per trarre in inganno i suoi interlocutori, offriva il suo aiuto alle molteplici vittime, spesso provate da annose e complesse vicende giudiziarie di natura civilistica, inducendoli in errore sulla sua effettiva qualifica e sulle reali potenzialità, facendosi poi versare ingenti somme di denaro per appianare i vari casi. Il falso giudice, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso il carcere San Pio X di Vicenza per l’espiazione della pena detentiva.

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