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Altvelox ai Prefetti del Veneto: “Verificare i decreti e sospendere gli autovelox non a norma”

Come sottolinea l'associazione: "Non si tratta di una presa di posizione simbolica, ma di una richiesta formale di sospensione cautelare, riesame in autotutela e annullamento o revoca dei decreti prefettizi"

Altvelox ai Prefetti del Veneto: “Verificare i decreti e sospendere gli autovelox non a norma”

L’associazione Altvelox ha chiesto ai Prefetti del Veneto di sospendere gli autovelox e analizzare i decreti che li giustificano e li autorizzano.

Verificare se gli autovelox sono a norma

L’associazione ha chiesto ai Prefetti veneti di seguire l’esempio di quello di Napoli che, martedì 3 marzo 2026, ha sospeso l’utilizzo dei dispositivi di rilevazione automatica della velocità. Di fatto, il piano è quello di analizzare se sono conformi al decreto dell’11 aprile 2024.

In particolare, bisogna verificare se gli autovelox sono in conformità con la legge. In caso contrario, bisognerà sospenderli finché non saranno a norma.

Come hanno scritto in un loro post:

“Dopo Napoli, il silenzio non basta più.

Quando una Prefettura sospende e verifica, tutte le altre devono spiegare perché continuano a far finta di nulla.

ALTVELOX ha depositato oggi sette istanze in Veneto contro i decreti che mantengono attive autorizzazioni autovelox senza che risulti dimostrato, con atti pubblici e verificabili, il pieno rispetto del D.M. 11 aprile 2024.

Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza. Sette Prefetture.

Un principio solo: i controlli devono essere legittimi.

Non accettiamo scorciatoie.
Non accettiamo due pesi e due misure.
Non accettiamo che la sicurezza venga evocata a parole e poi gestita senza trasparenza.

Da oggi il Veneto è il primo fronte. Poi toccherà al resto d’Italia”.

Proprio per questo motivo, nella giornata di martedì 10 marzo 2026, hanno depositato nelle Prefetture venete affinché siano controllati. Di fatto, come recita l’art. 6, i vecchi e i nuovi dispositivi devono rispettare l’Allegato A, in caso contrario devono essere disinstallati una volta scaduti i 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Il Veneto è solo il banco di prova

Altvelox sottolinea che il Veneto è “solo il primo banco di prova”. Ciò significa che l’associazione chiederà risposte anche a tutte le altre Prefetture.

“Per una volta, il tema non è essere favorevoli o contrari agli autovelox. Il tema è molto più semplice, e proprio per questo imbarazzante per molti enti: applicare le regole prima di pretendere obbedienza dai cittadini”.

Adesso la Prefettura di Padova, come le altre in realtà, ha 10 giorni di tempo per rispondere e fornire ulteriori informazioni. Tuttavia, se ciò non dovesse accadere, l’associazione avvisa che si rivolgerà al Tar.

“Non si tratta di una presa di posizione simbolica, ma di una richiesta formale di sospensione cautelare, riesame in autotutela e annullamento o revoca dei decreti prefettizi che mantengono attive le tratte autorizzate in assenza, secondo l’associazione, di una prova documentale completa e verificabile dell’adeguamento ai criteri sopravvenuti”.

Invece di passare per le vie legali, qualcuno preferisce farsi giustizia da sé e, se si parla di autovelox, si pensa subito a Fleximan. Uno degli ultimi casi è stato proprio nel padovano, sulla Postumia ad altezza Fontaniva.

Il presunto Fleximan originale è sotto accusa e sotto processo, mentre quest’imitatore non è ancora stato identificato.

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