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Alta velocità Padova-Bologna, Cgia Mestre: “Grande incompiuta che penalizza il Veneto”

Il presidente Bottan: "Garantirebbe di ridurre di quasi un'ora il tempo che attualmente si impiega per raggiungere Roma e Napoli".

Alta velocità Padova-Bologna, Cgia Mestre: “Grande incompiuta che penalizza il Veneto”
Cronaca Padova, 04 Marzo 2021 ore 10:20

L’intervento del presidente della Cgia di Mestre, Roberto Bottan, su un’infrastruttura ritenuta indispensabile per il Nordest.

Alta velocità Padova-Bologna, interviene la Cgia di Mestre

“L’assenza dell’Alta velocità Padova-Bologna è una delle grandi ‘incompiute’ che penalizza il nostro Veneto”.

A dirlo è  Roberto Bottan, Presidente della CGIA di Mestre, associazione di artigiani e piccoli imprenditori,  che da anni, attraverso il suo Ufficio studi, monitora lo stato di attuazione e il livello di efficienza delle infrastrutture viarie del Nordest.

In attesa del completamento anche del tratto ad Alta velocità tra Verona e Padova, che consentirà ai veneti e in generale ai cittadini del Nordest di raggiungere Milano in un batter d’occhio, anche la percorrenza verso Roma è decisamente penalizzata dall’assenza di un collegamento veloce  tra il capoluogo felsineo e la città del Santo.

“La Tav Padova-Bologna – prosegue Bottan –  non solo garantirebbe di ridurre di quasi un’ora il tempo che attualmente si impiega per raggiungere Roma e Napoli, ma consentirebbe anche la messa in sicurezza di una linea ferroviaria attualmente obsoleta e insicura, visto che su questa  tratta ancora oggi insistono tantissimi passaggi a livello”.

Il triangolo industriale

Dall’Ufficio studi della CGIA ricordano che il tratto Padova-Bologna costituisce, di fatto, uno dei 3 lati  del nuovo triangolo industriale che ha nell’area metropolitana di Milano il perno su cui poggia il nuovo  cuore produttivo del Paese.

“Più in generale – conclude Bottan –   la realizzazione di questa infrastruttura ferroviaria aiuterebbe il nostro contesto economico regionale, migliorando anche la circolazione delle merci, favorendo la fruibilità della nostra regione da parte dei turisti stranieri, in particolar modo di quelli interessati all’area termale aponense”.

Costo stimato 5 miliardi, ma con il Recovery Plan…

La spesa per la sua costruzione, concludono dalla CGIA,  è sicuramente importante. Secondo gli esperti, ammonterebbe a circa 5 miliardi di euro, ma con il Recovery Plan alle porte, questa infrastruttura potrebbe essere inserita tra  le grandi opere da realizzare per rilanciare l’economia del Paese che il Governo Draghi sta mettendo a punto in queste settimane per far ripartire il Paese.

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