a Padova

74enne rapinata sulla sua auto: "Ti spacco la faccia, ti sparo", poi la spinge giù a forza e fugge

La Polizia ha tratto in arresto tre tunisini irregolari di 18, 19 e 27 anni responsabili di gravi episodi di rapina commessi la notte del 21 novembre e la sera del 9 dicembre 2023

74enne rapinata sulla sua auto: "Ti spacco la faccia, ti sparo", poi la spinge giù a forza e fugge
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Tre tunisini irregolari di 18, 19 e 27 anni sono stati individuati dalla Squadra Mobile della Questura di Padova come responsabili di gravi episodi di rapina commessi la notte del 21 novembre 2023 e la sera del successivo 9 dicembre ai danni di due conducenti di auto.

Getta un'anziana giù dall'auto durante una rapina

È stato l'allora minorenne, quel 21 novembre del 2023, a salire repentinamente a bordo dell'auto della vittima più anziana: una 74enne che aveva dovuto arrestare la marcia del veicolo per la presenza di un camion del servizio di nettezza urbana che le bloccava il passaggio.

Dopo averla insultata e minacciata, l’ha spinta con forza fuori dall'abitacolo facendola cadere sull'asfalto e procurandole escoriazioni e lesioni per 10 giorni. Fuggito via a bordo dell’auto a gran velocità, aveva portato via con sé anche la borsa della vittima contenente denaro, telefono cellulare e carta bancomat.

Quando gli agenti hanno soccorso l'anziana, la stessa aveva riferito di aver riconosciuto la cadenza nordafricana dell’aggressore, essendosi recata più volte nella Regione per ragioni di lavoro e di svago. Gli investigatori della Squadra Mobile sono riusciti ad individuare un sistema di videosorveglianza di un’abitazione, che ha consentito loro non soltanto di vedere alcune scene della rapina ma di ascoltare anche un audio in cui il minore minacciava l’anziana:

"Ti spacco la faccia... ti sparo".

L'indagine

Ad incastrare il più piccolo e almeno uno degli altri complici sono stati poi l'attività di comparazione di alcune tracce rinvenute dalla Polizia Scientifica sull’auto rinvenuta dalla Squadra Mobile già il pomeriggio successivo, sempre a Padova, in via Guarneri, e le immagini videoregistrate da una telecamera installata in un’altra abitazione privata.

Immagini che mostravano i due giovani rapinatori allontanarsi dal posto dopo che avevano chiesto a due passanti persino di aiutarli a spingere l'auto nel tentativo di riattivarne il motore, ormai con la batteria scarica.

Anche in quella circostanza il minore non ha perso occasione di insultare e minacciare una donna che gli chiedeva conto dell’auto di cui era stranamente in possesso; signora che ha poi contribuito con la Polizia ad una prima individuazione dei due responsabili.

Ma l’identità certa del minore, tramite la comparazione delle impronte che avevano lasciato sia lui che il complice 19enne sui finestrini dell’auto, è avvenuta grazie al fatto che i poliziotti della Squadra Mobile lo avevano foto-segnalato appena un mese dopo la rapina, avendolo sorpreso con 24 dosi di cocaina, un pezzo di hashish, e denaro contante per 1.100 euro.

Tutti avevano già dei precedenti

Con altre generalità era stato denunciato dai poliziotti anche per una rapina commessa un anno prima, sempre a Padova, con altri soggetti ancora. Un episodio per cui era già stato richiesto il rinvio a giudizio e che gli era stato formalmente contestato nel novembre 2023.

Alcuni giorni dopo la notifica, la notte del 21 novembre scorso, è stato però nuovamente sorpreso dagli agenti della Squadra Mobile assieme agli altri attuali co-indagati a bordo di una Fiat Punto, anch’essa sottratta a seguito di una rapina compiuta con modalità del tutto analoghe.

Le impronte del 19enne risultavano anch’esse schedate. Il giovane vantava svariati precedenti per rapina, ricettazione e persino un tentato omicidio aggravato commessi nel 2019 a Trieste, per l’ultimo dei quali aveva già ricevuto una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione.

Appena il giugno scorso è stato arrestato dalla Polizia di Sanremo perché ha tentato di rubare una Maserati. Il proprietario dell'auto lo aveva però colto di sorpresa, impedendogli di scendere e dando così modo alla Volante di intervenire per tempo.

Appena uscito dall’auto ha opposto resistenza ai poliziotti, tirando loro calci e pugni, continuando a scalciare anche una volta sull’auto di servizio fino a rompere i finestrini.

18enne beccato con una katana da 76 centimetri

Della rapina commessa la notte del 21 novembre 2023 rispondono assieme al 16enne anche gli altri due connazionali di 18 e 27 anni.

Il primo, tunisino anche lui, irregolare senza fissa dimora e già con altri precedenti per stupefacenti e reati contro il patrimonio, nei giorni scorsi è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile in via Duprè. Vistosi scoperto dai poliziotti, aveva tentato di darsi alla fuga in sella ad una bici, per essere poi trovato in possesso di una porzione di panetto di hashish e di 585 euro.

Dopo la convalida dell’arresto e la condanna a 8 mesi di reclusione e 800 euro di multa, è stato espulso e con provvedimento del Questore di Padova accompagnato e trattenuto presso il Centro per Rimpatri di Gradisca d’Isonzo.

Appena due settimane fa, a metà giugno 2024, una Volante della Questura lo aveva identificato durante il controllo di un’auto in via G. Reni in compagnia di un altro connazionale e di due italiani, un 24 enne ed un 30enne. Ma era riuscito a scendere rapidamente dall’auto ed a darsi alla fuga.

A bordo dell’auto sono stati trovati una katana con una lama da 76 cm, un coltello con lama di 20 cm, materiale per il confezionamento di sostanza stupefacente e della marjuana.

Il complice 27enne

L’ultimo complice delle rapine, invece, il 27enne nonché il più adulto dei quattro, è stato arrestato nel febbraio dell’anno scorso unitamente a due italiani sull'autostrada A15 all’altezza di Pontremoli (MS) perché trovato in possesso di circa un chilo di cocaina e di un'arma con relativo munizionamento.

Aveva ottenuto la misura dell’obbligo di dimora nella città del Santo appena qualche settimana prima della rapina commessa a novembre 2023. Il 20 aprile dello stesso anno è stato anche lui espulso e condotto su provvedimento del Questore nel Centro per Rimpatri di Gradisca d’Isonzo.

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