Una dipendente di Poste Italiane è stata arrestata con l’accusa di aver sottratto denaro dalla corrispondenza nel centro di smistamento postale di Padova. Una 48enne è stata fermata al termine del turno di lavoro e sottoposta a perquisizione personale (in copertina: immagine di repertorio).
L’operazione, come riferito dalla nota stampa diffusa dai Carabinieri di Padova tramite il loro canale ufficiale, è stata condotta la sera del 20 febbraio 2026 dai militari del Comando Antifalsificazione Monetaria di Roma, con il supporto del Comando Provinciale padovano, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura locale.
Denaro trovato addosso
Durante il controllo, i militari hanno trovato due banconote che la donna avrebbe appena sottratto da plichi postali: una da 20 euro risultata falsa e una da 50 euro autentica.
Le banconote si trovavano all’interno di raccomandate che la dipendente aveva maneggiato per motivi di servizio. Per questo motivo è stata arrestata in flagranza con l’accusa di peculato continuato e posta agli arresti domiciliari.
Successivamente il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova ha convalidato l’arresto e disposto la sua rimessione in libertà.
Seconda dipendente indagata
Nel corso della stessa operazione, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione anche nei confronti di un’altra dipendente del centro di smistamento, anch’essa indagata per peculato continuato.
Nella sua abitazione sono stati sequestrati biglietti augurali, lettere, piccoli oggetti e 680 euro in contanti, ritenuti dagli investigatori presumibilmente sottratti dalla corrispondenza trattata durante il lavoro.
Come è partita l’indagine
L’inchiesta è partita da una segnalazione del Banca d’Italia, attraverso il Centro Nazionale di Analisi della valuta di Roma.

Da alcuni mesi diverse raccomandate inviate da filiali del gruppo Intesa Sanpaolo nel Triveneto arrivavano prive delle banconote sospette di falsità che avrebbero dovuto contenere.
Il denaro, infatti, viene spedito alla Banca d’Italia proprio per essere analizzato e classificato.
Decine di episodi contestati
Le indagini, svolte con il supporto della struttura interna di sicurezza di Poste Italiane, hanno individuato il punto critico nel centro di smistamento di Padova, uno dei principali snodi postali del Nord-Est.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori sarebbero stati accertati almeno 35 episodi di sottrazione di banconote da plichi diretti alla Banca d’Italia, oltre a numerose aperture di altre spedizioni postali.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità delle persone coinvolte potrà essere accertata solo con una eventuale sentenza definitiva di condanna.
Carabinieri Antifalsificazione Monetaria
Il Comando Carabinieri Antifalficazione Monetaria, con sede a Roma, è nato il 19 ottobre 1992 ed è integrato nel Comando Carabinieri Unità Mobili e Specializzate “Palidoro”. L’unità si articola su tre Nuclei Operativi Antifalsificazione Monetaria (Roma, Milano e Napoli), una Sezione Criptovalute, una Sezione Cyber Investigation e una Sezione Analisi.
Il Comando, in relazione ai particolari comparti di specialità, è parte integrante del sistema comunitario preposto alla protezione dell’euro (Regolamento del Consiglio Europeo n. 1338/2001 del 28 giugno 2001) e in tale contesto è considerato Autorità Nazionale per l’Arma dei Carabinieri (Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 10 marzo 2009 – Articolo 2-b del Regolamento del Consiglio Europeo n.1338/2001).
In particolare:
- conduce indagini, di iniziativa o su delega dell’Autorità Giudiziaria, in autonomia o in collaborazione e supporto di altri reparti dell’Arma, finalizzate alla disarticolazione di qualificate strutture criminali, attive nella produzione e nella distribuzione di banconote, monete, valori di bollo, altri mezzi di pagamento e documenti contraffatti, anche attraverso l’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti;
- sviluppa attività di analisi sui distinti fenomeni di contraffazione valutaria e documentale, al fine di monitorarne costantemente l’andamento allo scopo di orientare le conseguenti dinamiche di contrasto;
- persegue le dinamiche criminose connesse all’utilizzo illecito delle criptovalute.
In tale contesto il Comando Specializzato opera in stretta sinergia con:
- i centri di analisi della Banca d’Italia (N.A.C.) e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (C.N.A.C.) rispettivamente in materia di contraffazione di banconote e monete Euro;
- altri enti e istituzioni nazionali e internazionali (Interpol, Europol e Commissione Europea) direttamente impegnati nelle dinamiche di protezione dell’euro.