Uso improprio

12enne spruzza spray urticante a scuola: una decina di studenti intossicati

E' successo mercoledì 21 gennaio 2026 alla scuola media di Abano Terme

12enne spruzza spray urticante a scuola: una decina di studenti intossicati

Di tanto in tanto era toccato leggere di qualche ragazzino che non sa proprio come fare per farsi notare.

E si che ci avevano provato anche altri studenti ad usare lo spray urticante a scuola col risultato di far evacuare l’aula quando è andata bene o far finire all’ospedale i compagni o l’insegnante quando è andata peggio.

Le regole

Non è necessario il porto d’armi per il possesso dello spray urticante per autodifesa, anche se tecnicamente si potrebbe considerare un oggetto atto anche ad offendere, se non usato propriamente.

In Italia, la vendita e l’uso sono legali per i maggiori di 16 anni, ed il prodotto  deve essere certificato come conforme al D.M. 103/2011 (getto massimo 3m, capienza max 20ml, concentrazione OC < 2.5%, etichettatura specifica).

Non è un’arma, ma se usato impropriamente – come in questo caso, per gioco – può comportare una denuncia per porto d’arma impropria o lesioni in quanto l’uso è consentito solo in caso di pericolo concreto.

Qui è stato offeso il buon senso

Infatti martedì 21 gennaio 2026, poco prima di mezzogiorno, una 12enne frequentante ad Abano Terme, la Scuola Media di 1° grado “Vittorino da Feltre” ha voluto provare lo spray comprato dalla mamma, con il risultato che una decina di coetanei hanno dovuto ricorrere alle cure del Suem mentre s scuola arrivavano anche i Carabinieri.

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Fin qui prendiamo nota dell’età inferiore al consentito e di quella che si è rivelata una improvvida pensata da parte della madre.

Qui sono stati offesi occhi, naso e gola

L’alunna ha pensato di esibire la sua “arma letale” per provarla avanti ad amici e compagni di scuola procurando loro immediato arrossamento e fastidi ad occhi e gola.

All’allarme che è stato dato prontamente, hanno risposto i Carabinieri del Comando Stazione di Abano Terme e, appunto i sanitari del Suem che hanno prestato le cure del caso e medicato sul posto quanti ne avevano bisogno.

Qui sarebbe da redarguire la mamma

Ai Carabinieri invece è toccato sentire l’interessata che avrebbe detto non essere stata sua intenzione far del male a chicchessia, se non, appunto provare lo spray.

E con l’incauta dotazione fornita dal genitore, l’età e l’uso improprio, come la mettiamo?