Dodici sindaci del Padovano e del Veneziano – tra cui quelli di Padova, Abano Terme, Piove di Sacco e Cona – hanno inviato una lettera al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, all’assessora all’Ambiente Venturini e agli uffici competenti. La missiva, spedita da Piove di Sacco l’8 gennaio 2026, chiede l’approvazione delle zone di salvaguardia dei pozzi acquedottistici nei comuni di Villaverla e Dueville.

Zone di salvaguardia e impianto Silva, 12 sindaci scrivono al Presidente Stefani
L’acqua prelevata 1,5 chilometri a sud dell’impianto Silva, tra Novoledo e Dueville, è gestita da AcegasApsAmga e rifornisce numerosi comuni del Padovano e parte della provincia di Vicenza.
Nella lettera i sindaci richiamano la delibera del 12 agosto 2025 dell’assemblea dei sindaci dell’ATO Bacchiglione, che ha definito la proposta di perimetrazione delle aree di salvaguardia. Nel frattempo, però, è proseguita la procedura P.A.U.R. gestita dalla Provincia di Vicenza per la riattivazione dell’impianto ex Safond, ora di proprietà della società Silva Srl.
Secondo i firmatari, l’impianto, destinato al trattamento e allo stoccaggio di 32.000 tonnellate annue di rifiuti sanitari e 74.000 tonnellate annue di sabbie di fonderia, sarebbe collocato in una zona idrogeologicamente critica, in corrispondenza della ricarica della falda e a valle dei punti di prelievo idropotabili che alimentano il sistema acquedottistico locale.
Le criticità idrogeologiche
I sindaci evidenziano che il sito “risulta interferente con la zona di rispetto allargata della falda” e richiamano la vulnerabilità del territorio, la presenza di pozzi pubblici e le osservazioni di ATO Bacchiglione, AcegasApsAmga e Viacqua.
Alla luce di queste valutazioni, chiedono tre interventi immediati alla Regione: valutare l’interruzione delle procedure autorizzative fino alla conclusione dell’istruttoria tecnica regionale, applicando il principio di precauzione e comunicando la decisione alla Provincia di Vicenza; applicare con rigore il principio di precauzione in tutela della risorsa idrica, evitando che eventuali ritardi procedurali possano consentire attività che sarebbero vietate una volta approvate le zone di salvaguardia; garantire la massima partecipazione istituzionale, coinvolgendo i comuni serviti dal sistema idrico interessato e valutando l’avocazione del procedimento, che riguarda aree sovraprovinciali.
La Regione Veneto deve ancora recepire ed emanare le prescrizioni previste dal d.lgs. 152/2006. All’interno delle zone di salvaguardia è vietata la gestione di rifiuti e lo smaltimento di sostanze chimiche, attività che la società Silva intende avviare ex novo.
L’interrogazione in Consiglio regionale
Il consigliere regionale di AVS Carlo Cunegato ha presentato una nuova interrogazione affinché la Regione approvi rapidamente le zone di salvaguardia di Villaverla e Dueville.

In un post pubblicato l’11 gennaio 2026, Cunegato definisce “folle” il progetto Ecoeridania e sottolinea la sua localizzazione “sopra una delle falde acquifere più importanti del Veneto”.
Il consigliere richiama anche le valutazioni del geologo Altissimo, che ritiene incompatibile il progetto con la presenza della falda che fornisce acqua potabile a una vasta porzione di popolazione tra Padovano e Vicentino.
“È il principio di precauzione – scrive Cunegato – che va tutelato quando si parla di acqua e salute”. Nel suo intervento ribadisce che nelle zone di salvaguardia attività come quelle previste dal progetto Ecoeridania non sono ammissibili. Da qui la richiesta alla Regione di procedere con l’approvazione delle zone, condizione ritenuta essenziale per impedire l’autorizzazione dell’impianto.