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Studente di 13 anni fatto scendere dal bus ad Abano Terme perché aveva dimenticato l’abbonamento

e' rimasto a piedi nonostante il possesso del titolo di viaggio annuale. Il nonno contesta la decisione dei verificatori per ragioni di sicurezza

Studente di 13 anni fatto scendere dal bus ad Abano Terme perché aveva dimenticato l’abbonamento

Nuovo caso in Veneto di interruzione del servizio per un minore si è verificato ad Abano Terme, in provincia di Padova. Un adolescente di 13 anni, di ritorno dal proprio istituto scolastico, è stato costretto a scendere da un autobus di linea gestito da Busitalia. L’episodio è avvenuto durante un controllo di routine dei titoli di viaggio. Il giovane non è stato in grado di esibire la tessera fisica o digitale al personale addetto alla verifica: aveva lasciato a casa l’abbonamento. Così alla fermata successiva è stato fatto scendere, lontano da casa.

Un episodio molto simile rispetto a quanto accaduto ad Altavilla, in provincia di Vicenza, dove uno studente addirittura disabile è stato fatto scendere dal bus, malgrado il quindicenne avesse spiegato all’autista di aver semplicemente dimenticato l’abbonamento. In quel caso almeno il conducente è stato raggiunto da un provvedimento disciplinare.

E che dire del caso più clamoroso degli ultimi tempi, il ragazzino di soli 11 anni di San Vito di Cadore (Belluno) lasciato sotto la neve e costretto a tornare a casa a piedi per circa sei chilometri. In quel caso l’autista, anche lui poi sospeso, era stato intransigente: il bimbo aveva un biglietto “normale”, quando nel frattempo era entrato in vigore un nuovo biglietto maggiorato per le Olimpiadi Milano Cortina. Alla fine il malcapitato studente è stato invitato sul palco nella cerimonia inaugurale dei Giochi.

Il ragazzino alle Olimpiadi

La contestazione della famiglia

La denuncia del fatto di Abano è giunta dal nonno dell’adolescente, che ha espresso ferma contrarietà per le modalità dell’intervento.

Secondo quanto riferito dal parente, il minore era regolarmente iscritto al servizio e la famiglia aveva provveduto al pagamento di un abbonamento annuale dal valore di circa 400 euro.

“Il ragazzo possiede un titolo valido, lo aveva solo dimenticato. Lasciare un tredicenne da solo in strada è un atto privo di buonsenso“, ha dichiarato l’anziano congiunto.

Seco0ndo il nonno avrebbero dovuto applicare una sanzione amministrativa che avrebbe permesso al ragazzo di proseguire il tragitto, posticipando la verifica del documento poi agli uffici competenti.

La gestione della sicurezza dei minori

L’accaduto ripropone il tema del protocollo aziendale applicato ai passeggeri di giovane età. Sebbene il regolamento di esercizio preveda l’obbligo di esibizione del titolo di viaggio, le normative sulla tutela dei minori impongono agli operatori di non creare situazioni di potenziale pericolo.

Abbandonare un utente di tredici anni in una zona distante dal domicilio solleva interrogativi sulla responsabilità civile del vettore. Non è la prima volta che nel territorio padovano si verificano episodi simili: negli ultimi mesi altri studenti sono stati fatti scendere per dimenticanze o malfunzionamenti tecnici dei dispositivi digitali.

Il dibattito sui regolamenti dei trasporti

Le associazioni dei consumatori e alcuni rappresentanti delle istituzioni locali stanno chiedendo una revisione delle procedure di controllo per le fasce protette.

L’obiettivo è introdurre una distinzione netta tra l’evasione tariffaria intenzionale e la mera dimenticanza del supporto fisico.

In casi che coinvolgono studenti delle scuole medie, la richiesta è di procedere esclusivamente con il verbale di accertamento, garantendo sempre il completamento della corsa per assicurare l’incolumità del minore.