Attualità
La storia

Rimosso un tumore da 1,6 kg all'ospedale di Camposampiero

A quattro settimane dall’operazione, Paola, ha avuto un decorso regolare ed è stata dimessa dopo soli tre giorni.

Rimosso un tumore da 1,6 kg all'ospedale di Camposampiero
Attualità Alta Padovana, 24 Novembre 2022 ore 16:39

La storia di Paola, nome di fantasia, mamma 49enne che ha recentemente subito l’asportazione dell’utero.

Rimosso un tumore da 1,6 kg all'ospedale di Camposampiero

“Mi ero trascurata a lungo: prima la morte di mio padre, seguita subito dalla malattia di mia madre; e poi due figli, una vita piena zeppa di cose da fare e le incombenze di una quotidianità che, a volte, non ti lascia più neanche il tempo per te stessa”.

Esordisce così Paola, nome di fantasia, mamma 49enne che ha recentemente subito l’asportazione dell’utero, interessato da una massa tumorale molto seria e preoccupante.

“Un tumore, che si è poi rivelato essere benigno, di circa 1 kg e 600 grammi: le dimensioni erano paragonabili ad una gravidanza di sei mesi”, riferisce il dr. Marcello Rigano, direttore dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Camposampiero, che ha eseguito l’intervento grazie alla chirurgia mininvasiva robotica.

Questo tecnica nasce come evoluzione della laparoscopia e rappresenta, da più di un decennio, un’eccellenza del nosocomio di Camposampiero, che vanta circa 70 interventi annui, uno tra i numeri più alti che si registrano in tutto il Veneto, non solo in ambito ginecologico, ma anche urologico e chirurgico.

Tra i benefici di questo approccio vanno evidenziati una sensibile riduzione delle complicanze, delle perdite ematiche e dei giorni di ospedalizzazione, oltre che a una migliore rimozione dei linfonodi, anche grazie a una visione stereoscopica ad alta definizione che consente un’ulteriore magnificenza delle immagini.

A quattro settimane dall’operazione Paola, che ha avuto un decorso regolare ed è stata dimessa dopo soli tre giorni, vorrebbe che la sua storia servisse da monito a tutti coloro che falliscono nel cogliere quei campanelli d’allarme che, diligentemente, il nostro corpo registra e che, spesso, siamo soliti ignorare.

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