Si sono svolte oggi, martedì 5 maggio 2026, a Padova le esequie di Alex Zanardi presso la Basilica di Santa Giustina. Il sagrato e l’interno dell’edificio sacro sono apparsi gremiti da migliaia di persone accorse per rendere l’ultimo omaggio al pilota e paratleta. La partecipazione è stata massiccia, coinvolgendo non solo la gente comune ma anche numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo sportivo, in una giornata di profondo lutto regionale.
Il cordoglio delle autorità e dei colleghi sportivi
Tra i presenti in prima fila il Ministro Abodi e il Presidente della Regione Stefani, insieme al predecessore Zaia.

Presente anche il vertice dello sport italiano con Malagò, ex presidente del Coni. Significativa la partecipazione dei rappresentanti delle città legate alla vita del cinquantanovenne: il sindaco di Padova Giordani, il primo cittadino di Bologna (città d’origine del bolognese) e quello di Noventa Padovana, dove il residente viveva da anni. Tra gli sportivi, è giunto da Bologna anche Alberto Tomba, che ha voluto ricordare l’amico definendolo “il mio compaesano coraggioso”.

Il dolore della famiglia sotto la pioggia
Il feretro è arrivato alla Basilica accompagnato da una pioggia incessante, accolto dalla compagna Daniela e dal figlio Nicolò. Il momento più toccante è stato il saluto dei familiari, inclusa la madre del defunto, la signora Anna. I congiunti hanno risposto con commozione all’abbraccio fortissimo ricevuto dalla folla, grati per la vicinanza dimostrata verso quello che per tutti è stato un grande campione di sport, ma soprattutto un fuoriclasse nella vita quotidiana.

L’eredità di Obiettivo 3 e la luce del Capitano
Particolarmente numerosi i giovani atleti di Obiettivo 3, l’associazione fondata dal bolognese per supportare gli sportivi con disabilità. Per questi ragazzi, Zanardi non era solo un riferimento, ma “il capitano”.

I membri del gruppo hanno ricordato come il loro mentore “accendeva la luce della curiosità, la forza e soprattutto alimentava le passioni“. La celebrazione si è trasformata in un momento di memoria collettiva, focalizzato sulla gioia e su quanto seminato dall’atleta durante la sua carriera.