Premi in sua memoria

Laurea postuma a Giulia Cecchettin: la cerimonia all'Università di Padova

Questa mattina, venerdì 2 febbraio 2024, la consegna del diploma alla famiglia

Laurea postuma a Giulia Cecchettin: la cerimonia all'Università di Padova
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Si è svolta questa mattina, venerdì 2 febbraio 2024, la cerimonia di proclamazione di laurea alla memoria di Giulia Cecchettin, trasmessa con una diretta streaming dall’Università di Padova.

La studentessa di soli 22 anni, diligente nello studio, lo scorso 11 novembre 2023 è stata uccisa dal suo ex fidanzato Filippo Turetta, proprio qualche giorno prima della discussione della sua tesi.

Avrebbe ottenuto il titolo di dottoressa in Ingegneria Biomedica col massimo dei voti come da conferma della sua relatrice Silvia Todros. Ma la tragedia non ha impedito di renderle onore con ciò che si era guadagnata grazie al suo impegno.

E così oggi, venerdì 2 febbraio 2024, alle ore 11 in Aula Magna di Palazzo del Bo le è stato conferito il titolo alla memoria alla presenza della rettrice Daniela Mapelli e la ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.

Uniti per Giulia

Una sala colma di amici, compagni universitari, conoscenti e giornalisti riuniti per dare a Giulia il suo titolo di ingegnere tanto atteso e combattuto nelle dure sessioni di studio. Anche durante la perdita della madre, una sofferenza incolmabile, non si è mai persa d’animo, dando anche undici esami per arrivare al traguardo finale.

Purtroppo, qualcun altro ha deciso per lei un finale diverso da quello che si aspettava; nessuno si immaginava che proprio Giulia sarebbe mancata alla sua festa; nessuno si immaginava che quei progetti per il futuro, come conseguire una laurea in lettere durante gli anni di pensionamento, in realtà non si sarebbero esauditi, perché la sua famiglia come le sue amicizie credevano in lei e sapevano che avrebbe realizzato ogni suo sogno.

Le dichiarazioni più commuoventi

Il padre Gino ha voluto dedicare alcune parole di congratulazioni subito dopo il conferimento della pergamena di laurea alla famiglia:

“Ci riuniamo in questa toccante cerimonia a memoria di Giulia per celebrare la sua amata laurea Grazie per aver onorato la memoria di Giulia e per aver contribuito a rendere questo momento speciale. Io però non riesco ad essere felice. Il conferimento di laurea che avevo in mente fino a poche settimane fa aveva protagonista una ragazza stupenda che non vedeva l'ora di indossare la sudata e meritata corona d'alloro. Ho pensato e ripensando a cosa potesse servire una cerimonia così per una laurea postuma poi come sempre la risposta mi viene quando penso alla mia amata figlia, onorare nel migliore dei modi la conclusione del percorso accademico penso sia un atto d'amore nei suoi confronti.

Cara Giulia mentre ti parlo ti immagino di fronte a me con il tuo sorriso leggero anche se lontana troppo lontana non avrei mai pensato di trovarmi qui con il cuore trafitto a piangere la tua assenza in una cerimonia in tuo onore. Sai quante volte ti ho immaginata felice e sorridente come solo tu sapevi essere e gioire con noi per questo momento a cui tenevi tanto non hai potuto assaporare la di persona la felicità per il meritato traguardo e penso sia un atto di riconoscenza dovuto per quanto hai dato alla nostra famiglia, per quanto hai fatto per gli altri durante la tua esistenza e per quanto ancora stai facendo per tutti. Almeno per oggi vorrei che il tuo nome cara Giulia fosse elevato non solo alla memoria del tragico femminicidio che ha segnato la tua vita, ma piuttosto alla tua straordinaria essenza.

La scelta della facoltà di ingegneria benché felice mi aveva lasciato alquanto perplesso solo pochi giorni fa ho preso tramite una lettera della tua professoressa del liceo che alla domanda di cosa avevi intenzione di fare all'università ti eri messa a piangere. Hai preferito una scelta che ti dava più opportunità di lavoro contro il tuo desiderio per letteratura e tuttavia l'hai seguita fino in fondo con il massimo impegno, trovando anche gli aspetti umani di questa disciplina secondo il tuo modo di essere. Ero fiducioso che avresti fatto grandi cose nella tua vita ma non mi rendevo conto di che gigante tu fossi, che farò il possibile perché il tuo nome e il tuo esempio di vita possono spingere le persone a riflettere sull'importanza dell'empatia e della solidarietà che tu nella tua semplicità hai incarnato in modo esemplare. Inutile dire che non c'è giorno in cui non sentiamo la tua mancanza. Mi manchi, ci manchi più dell'ossigeno grazie per aver condiviso con noi il tuo calore la tua umanità sarai per sempre nel cuore di chi ti ha amato e conosciuto, sarai sempre nel nostro cuore”.

Gino Cecchettin, padre di Giulia
Gino Cecchettin, padre di Giulia

Non vi nascondo che anch’io mi sono chiesto più volte se avesse senso questa cerimonia. - ha detto Gino Cecchettin, il padre di Giulia - Ho pensato e ripensato a cosa potesse servire una cerimonia così per una laurea postuma. Poi come sempre la risposta mi viene quando penso alla mia amata figlia. Onorare nel migliore dei modi il percorso accademico, penso sia un atto d’amore nei suoi confronti. Cara Giulia mentre ti parlo ti immagino davanti a me, col tuo sorriso leggero, anche se lontana, troppo lontana. Non avrei mai pensato di trovarmi qui con il cuore trafitto a piangere la tua assenza in una cerimonia in tuo onore".

 

Anche Elena, sorella di Giulia ha voluto salutarla:

“Sono sempre stata fiera di te ti ho sempre ammirato: carina, dolce e sveglia un piccolo genietto. Tu dicevi che non avevi memoria però cavoli guarda cosa sei riuscita a fare, sei riuscita ad essere una così brava testa in ingegneria, una facoltà che sapevo non essere la più affine al tuo animo romantico, eppure c'è l'hai fatta e alla grande, eri anche l'atleta di famiglia. Ancora oggi mi chiedo come facessi a trovare tanta gioia nel fare sport, ci hai fatto sentire in famiglia anche quando è mancata la mamma, facevi sempre in modo che passassimo del tempo insieme come quando tornavi a casa per pranzo se sapevi che qualcuno mangiava da solo anche rinunciando ai tuoi impegni.

Non so come ma riuscivi a farmi sentire inclusa anche quando ero a 2mila chilometri di distanza, quando avevamo la nostra chiamata settimanale e giovedì sera quando tornavi da atletica. Giulia riuscivi sempre a trovarmi la via tra le strade, nella mia mente si incrociavano e si confondevano e mi chiedevo come fosse possibile che tu fossi sempre così lucida e comprensiva.

Elena Cecchettin, sorella di Giulia
Elena Cecchettin, sorella di Giulia

Hai fatto tante belle cose per te stessa e per noi, dobbiamo ricordarcelo sempre, e dobbiamo ricordare quante cose avresti potuto fare se non ti fosse stata tolta la possibilità di farlo. Non dobbiamo dimenticarcene perché nessun’altra donna le venga tolta la possibilità di farlo. Giulia, nella tua breve vita sei riuscita a insegnarmi tanto e non me lo scorderò mai. Ora posso dirlo, senza che tu mi dica che non è ancora vero, complimenti ingegnere.

 

La cerimonia si è conclusa sulla lettera scritta da un'amica di Giulia, Giulia Zecchin, con cui aveva condiviso i suoi dubbi sulla scelta della facoltà:

“Sono convinta che anche le persone che l'hanno vista solo una volta magari durante una delle sue folli corse per non perdere l'autobus non dimenticheranno mai il suo sorriso perché Giulia era il suo sorriso. Giulia era spensieratezza e libertà. Giulia era leggerezza e bontà. Giulia era talmente tanto buona che soffriva perché il pesce combattente che le era stato regalato era rinchiuso in un acquario. Mi ricordo come se fosse ieri il momento in cui dovevamo decidere che strada prendere dopo il liceo c'era chi aveva le idee più chiare e c'era chi come Giulia era in preda alla confusione più totale. Ho perso il conto di quante valutazioni di pro e contro abbiamo fatto insieme per cercare di capire quale la convincesse di più e se le si addicesse di più ingegneria biomedica, lettere o l’accademia di grafica.

Solo Giulia poteva avere tre opzioni così diverse tra di loro. Ma come diceva lei io sono assetata di conoscenza, solo che non so di che tipo. È vero gli interessi di Giulia erano tra i più vari ma c'erano poche cose che non riuscivano ad attirarla: dalle formule matematiche più complicate e irrisolvibili alle letture ottocentesche più romantiche, alle illustrazioni più divertenti e veritiere a qualsiasi cosa che anche nel suo piccolo riuscisse ad affascinarla. E così dopo tante riflessioni e crisi era giunta una conclusione ci sarebbe iscritta a ingegneria biomedica ma non avrebbe scartato le altre due scelte: lettere l'avrebbe frequentata dopo essere andata in pensione così da poter avere tutto il tempo da dedicare alle sue amate letture e Accademia di grafica l'avrebbe frequentata nel periodo tra la triennale e la magistrale, perché non scartava nulla nemmeno un sogno, perché sono proprio quelli che fanno la differenza e io sono sempre stata sicura che da oplita come le piaceva definirsi c'è l'avrebbe fatta a raggiungere e realizzare tutti i suoi sogni.

Ad oggi i sogni di Giulia sono diventati i sogni di tutti noi, i suoi sogni continueranno a vivere per sempre attraverso di noi perché la storia di Giulia ci deve insegnare che a nessuno devono mai essere strappati via i sogni, nessuno deve essere tolta la libertà di vivere e di essere se stesso e tutti dobbiamo impegnarci affinché questo avvenga portando a casa un insegnamento da tutto questo e condividendolo con chi ci sta vicino e con chi fatica a capirlo. Voglio solo dire una cosa: congratulazioni dottoressa.”

Le parole dell'Università e dei Ministri

Alla cerimonia è giunta anche una lettera del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia che per impegni istituzionali non ha potuto partecipare, ma ha voluto comunque affidare alcune righe di riflessione per il padre Gino, la sorella Elena e il fratello Davide presenti in aula magna:

“Oggi è un giorno importante lo sarebbe stato molto per Giulia Cecchettin un momento molto atteso che avrebbe coronato un percorso di studi affrontato con impegno e passione, la stessa che questa giovane donna metteva in tutte le cose che faceva pronta a spiccare il volo verso il suo futuro, libera di fare le sue scelte di vita se non fosse stata vittima di femminicidio. Da tutto questo dolore nasce un seme, quello di una maggiore consapevolezza dei cittadini adulti e giovani su questi temi; un movimento spontaneo per far sentire ancora le voci di queste donne uccise per impegnarsi a cambiare un mondo che si definisce civile, ma che di fronte a ciò dimostra il contrario.

Si deve lavorare insieme contro ogni forma di violenza fisica psicologica e anche economica in questo giorno Giulia riacquista di nuovo la sua voce, quella che le è stata portata via in modo crudele. Giulia è fra noi, è qui per essere proclamata ad alta voce Dottoressa in Ingegneria Biomedica. Bisogna continuare a pronunciare il suo nome e quello delle molte Giulia e Vanessa per non dimenticare, per restituire la dignità e il coraggio alle donne vittime di violenza. Oggi è anche l'occasione per riflettere sulla necessità a tutti i livelli della società di un cambiamento a cui tutti siamo chiamati con il nostro contributo a renderlo possibile.”

Cerimonia di Laurea Postuma Giulia Cecchettin
Cerimonia di Laurea Postuma Giulia Cecchettin

Ha preso poi la parola la magnifica rettrice dell'Università di Padova, Daniela Mapelli:

“Provo a chiedere a tutte e a tutti oggi in questo momento così denso di emozioni di provare a regalare a Giulia un sorriso. Oggi consegniamo agli affetti più chiari la sua laurea ottenuta da Giulia con grande determinazione. Oggi vogliamo o almeno proviamo a festeggiare la laurea della nostra studentessa Giulia Cecchetti. Mi permetto di affermare grazie alle parole che ho potuto scambiare con il padre Gino e con professoresse e professori del nostro ateneo che Giulia sapeva lasciare un segno nelle persone che incrociava.

Come l'ha definito il mio collega, suo docente universitario, Giulia era sorridente e interessata; Giulia era un primo violino, il punto di riferimento quando facciamo lezione. Giulia era anche figlia, una sorella, un'amica preziosa, una ragazza dolce, ma allo stesso tempo decisa nel raggiungere i suoi obiettivi e realizzare i suoi sogni. Giulia ha saputo affrontare le difficoltà a cui l'esistenza a volte ti mette di fronte nel 2023: dopo la scomparsa della madre aveva superato 11 esami per arrivare a laurearsi, aveva preparato una tesi brillante, Giulia era pronta a uno di quei giorni che si mettono fra quelli che si ricordano.”

Il Direttore di Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Gaudenzio Meneghesso, ricorda Giulia come una studentessa brillante:

“Sono emozionato e onorato di poter parlare a questa celebrazione non solo come direttore del dipartimento di ingegneria dell'informazione che avrebbe laureato e che oggi laurea Giulia Cecchetti, ma anche come suo professore lo scorso settembre Giulia ha infatti brillantemente superato l'esame di fondamenti ed elettronica.

Ho potuto incontrarla scambiare con lei impressioni, discutere su degli esercizi, delle teorie e mi sono reso conto quanto lei fosse certamente una brava allieva. Giulia meritava pienamente di stringere la mano a quel presidente della commissione che le conferiva laurea il 16 di novembre scorso, meritava di poter godere appieno di quel momento così importante della sua vita. Anche se Giulia se fosse stata meno brava di quella che era, meritava di poter vivere la sua vita a modo suo. La vita non è un premio che si deve conquistare.

Abiamo già deciso di approfondire il tema delle discriminazioni: il 2024 è iniziato con seminari sulle tematiche e sulle questioni di genere, omotransfobia, razzismo e discriminazione. Stanziando delle borse di studio, di premi di laurea intitolati a Giulia Cecchettin. Tutto questo non basterà, ma allora faremo dell'altro insieme. Lasciatemi dare un pensiero oggi che va a tutte le ragazze, le donne a cui la vita aveva messo davanti una celebrazione di laurea e che sono state uccise per mano della scelleratezza della crudeltà. Oggi celebriamo anche tutte loro”.

Prosegue l'intervento della relatrice della tesi di laurea di Giulia Cecchettin, la professoressa Silvia Todros:

“Ho avuto l'occasione di conoscere Giulia circa un anno fa, un giorno si è trattenuta a parlare con me al termine di una lezione e mi ha chiesto la disponibilità a fare da relatrice nella preparazione della tesi con cui avrebbe concluso il suo ciclo di studi triennale in ingegneria biomedica. Giulia ha scelto di approfondire lo stato dell'arte dello sviluppo di costrutti innovativi per la generazione dei tessuti tracheali.

Questa è una tematica che ha assunto una particolare rilevanza a seguito della pandemia da COVID-19 e ha anche portato un incremento del numero di pazienti con danni alla trachea dopo intubazione e ventilazione meccanica sia a livello nazionale che mondiale. Un tema complesso e attuale dimostrando anche il suo interesse verso l'impatto sociale. Quello che mi ha colpito di Giulia è stato il suo modo di fare estremamente corretto, il suo impegno serio e costante e il suo atteggiamento gentile e attento verso gli altri.

Mi è molto difficile pensare che la mia valutazione positiva del suo lavoro di tesi, la sua buona media nei voti d'esame o un bel voto di laurea possano avere qualche importanza, ritengo però che sia molto importante ricordare Giulia in questo giorno in cui le viene conferita la laurea portando a compimento il suo percorso di studi e soprattutto importante ricordarla come una giovane donna determinata a costruire il suo futuro è caduta invece come donna vittima di violenza, ricordiamola quotidianamente nelle nostre aule, facciamo sì che nessun atteggiamento di discriminazione e violenza trovi spazio nella nostra università.”

Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca:

“Mi è rimasta stampata nella memoria la lettera che il padre Gino ha letto al funerale, ci ha chiesto di essere uniti per dare un senso, e così siamo tutti responsabili almeno questo è quello che io sento, come educatori. L'indifferenza non può esistere, è un insulto a Giulia e a tutte le persone che come lei hanno visto la loro vita interrotta da un'ingiustizia profonda. Educare credo non significhi solo rendere genericamente grandi le nostre studentesse e i nostri studenti, credo che sia doveroso renderli cittadini di una grande democrazia nel rispetto per le ragioni degli altri, capire che un no è un no e deve essere rispettato, non avere paura di rivendicare troppi diritti di libertà”.

Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca
Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca

Premi alla memoria

La drammatica vicenda che ha riguardato Giulia come invece chi è sopravvissuto ha dato il via a numerose iniziative promosse dall’Università di Padova in memoria della ragazza contro la violenza di genere. Tra queste il premio per le migliori studentesse in Ingegneria Biomedica.

In sua memoria saranno 10 i premi di laurea oltre a cinque o più esoneri totali o parziali sulle spese di immatricolazione per le studentesse col miglior rendimento scolastico in Ingegneria Biomedica negli anni accademici 2023/2024 e 2024/2025.

Il totale dei premi ammonta a 10mila euro da dividere tra le 10 lauree dunque 1.000 euro per ciascuna; mentre per gli esoneri si è stanziata una somma di 5mila sulle spese di immatricolazione fino a un massimo di 1.000 per ogni studentessa virtuosa in base allo scorrimento della graduatoria “incentivi lauree scientifiche” stilata dall'Università per l'anno accademico 2023/24 o 2024/25.

L’iniziativa è finanziata da più enti come il ministero delle imprese e del Made in italy con risorse provenienti dal programma “Imprenditoria Femminile”, gestita da Invitalia, con la collaborazione dell’Università di Padova assieme all’agenzia nazionale per lo sviluppo. Il piano mira a incrementare le competenze delle donne nell’ambito dell’impresa, della produzione e dell’innovazione, cercando di favorire senza ostacoli l’inserimento di personale femminile in vari settori, e al tempo stesso creando un ambiente culturale sicuro e inclusivo.

Altre iniziative per Giulia

Lo stesso per il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione istituendo 10 premi di laura di 1.000 euro per ogni studentessa che conseguirà il titolo di laurea triennale nei prossimi due anni; un’iniziativa per supportare le studentesse che hanno frequentato assieme a Giulia gli stessi corsi.

Seguono poi i 2 premi di laurea messi in capo dall’associazione per il sostegno e la tutela delle donne, Riviera Donna Aps, per una cifra di 1.500 euro per le studentesse che avranno conseguito il diploma di laurea triennale nei due anni a venire. L’importo è frutto di una raccolta fondi tra le associazioni.

In ultimo, l’Ordine delle psicologhe e degli psicologi del Veneto (Oppv) ha fatto dono all’ateneo di 6.000 euro destinati all’istituzione di tre premi di laurea magistrale alla facoltà di Psicologia del valore di 2.000 euro in tema di prevenzione alla violenza sulle donne, sempre in ricordo di Giulia Cecchettin.

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