L’Università di Padova ha dato ufficialmente il via all’804esimo anno accademico lunedì 30 marzo 2026 presso l’Aula Magna di Palazzo del Bo. La celebrazione si è svolta in un clima di solennità, focalizzandosi sul ruolo dell’istituzione nella ricerca, nella sostenibilità e nella tutela dei diritti civili.
La rettrice Daniela Mapelli ha aperto l’evento citando le “Lezioni americane” di Italo Calvino, declinando i valori dello scrittore come pilastri dell’identità accademica. L’autorità accademica ha sottolineato la necessità di una formazione capace di gestire la complessità e l’innovazione senza compromettere il rigore scientifico e l’equilibrio ambientale.
Il monito contro i conflitti e la difesa della libertà
Durante l’intervento conclusivo, la guida dell’ateneo ha spostato l’attenzione sulla crisi geopolitica attuale.
“Mentre noi siamo qui per la nostra cerimonia, il mondo fuori brucia, sferzato da inquietanti venti di guerra, umiliato da violazioni del diritto internazionale sempre più frequenti”.
Ha dichiarato la docente, denunciando le sistematiche violazioni delle norme internazionali e l’inasprirsi dei conflitti bellici. Il discorso ha richiamato il motto “Universa Universis Patavina Libertas“, elevando la libertà a ideale sesta lezione calviniana.
“In un tempo in cui riemergono chiusure e frammentazioni, l’ateneo deve restare uno spazio di incontro, di ascolto reciproco, di costruzione di una cittadinanza aperta, fondata sul rispetto e sulla conoscenza”.

La rettrice ha citato Concetto Marchesi per esortare la comunità studentesca a impegnarsi nella battaglia suprema per la giustizia e la pace nel mondo, definendo l’università come uno spazio di resistenza contro le frammentazioni sociali.
“Le parole di Concetto Marchesi a studentesse e studenti risuonano, mutatis mutandis, così attuali: ‘aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo”.
All’evento ha partecipato anche il rappresentante della Regione, Alberto Stefani, che ha annunciato l’avvio di un tavolo di confronto con i vertici delle università pubbliche venete per strutturare progetti volti a trattenere le eccellenze professionali sul territorio.

Ha ribadito l’impegno per il diritto allo studio, il presidente ha esortato i giovani all’approfondimento critico attraverso il motto “Sapere aude”.
Il valore dei diritti umani
L’ambasciatore del Messico in Italia, Genaro Fausto Lozano Valencia, ha offerto una riflessione sull’accesso all’istruzione superiore come privilegio in un contesto globale segnato da povertà e incertezze.

Il diplomatico ha affermato che la condizione di universitario impone di sentirsi interpellati dalle cause sociali e dalla difesa della dignità umana. L’ospite internazionale ha inoltre lodato la storia di Padova come baluardo di libertà e ha sottolineato l’importanza della rappresentanza femminile ai vertici delle istituzioni.
La prolusione scientifica è stata affidata ad Alessandra Biffi, docente di Pediatria, la quale ha illustrato i progressi delle terapie cellulari e geniche.

Partendo dal caso clinico di un bambino affetto da leucodistrofia metacromatica, la pediatra ha descritto la transizione verso una medicina capace di correggere il patrimonio genetico. La scienziata ha parlato dell’importanza della futura cell factory nella Torre della Ricerca della Città della Speranza, elemento centrale per mantenere l’ateneo competitivo nello sviluppo delle cosiddette “living drugs”, farmaci complessi destinati a patologie attualmente prive di cura.
Come da consuetudine secolare, la cerimonia si è chiusa con un momento dedicato alla goliardia. Il nuovo tribuno ha fatto il suo ingresso in Aula Magna per la consegna della gallina padovana alla rettrice, suggellando il legame tra la storia accademica e la comunità studentesca.