Il caso

E' "immigrati gate" a Padova: Giordani-Messina scontro per l'ospitalità al collasso

Il prefetto parla di una situazione difficile che deve essere gestita in sinergia, ma "nell'ambito delle proprie competenze"

E' "immigrati gate" a Padova: Giordani-Messina scontro per l'ospitalità al collasso
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I toni tra Giordani e Messina in realtà sono "schietti" già da Ferragosto, alla vigilia dei nuovi arrivi in città

E' "immigrati gate" a Padova: Giordani-Messina scontro per l'ospitalità al collasso

"Non abbiamo più spazi". A dirlo il sindaco di Padova Sergio Giordani, ma il pensiero è quello comune ad ogni sindaco costretto a fare i conti con una richiesta di accoglienza sempre più pressante. Una tensione che si è manifestata chiaramente martedì 5 settembre 2023, durante la cerimonia di insediamento del nuovo comandante dei carabinieri del Veneto che è stata il teatro di una discussione dai toni piuttosto accessi tra Giordani e il neo prefetto patavino Francesco Messina. Il confronto fra i due però, stando alle parole dello stesso Giordani, ha toni "schietti" già da Ferragosto.

Adesso, a pochi giorni dalle riapertura delle scuole, la misura è colma: con il suono della prima campanella le palestre dove attualmente sono ospitati i migranti dovranno essere ripulite e riconsegnate agli istituti per riprendere l'attività didattica, ma non ci sono altre soluzioni abitative disponibili per tamponare la situazione.
Alla fine quindi,  anche se il sindaco ha liquidato la questione chiarendo che tra lui e il prefetto c'è stata solo " una discussione vivace" perchè ha spiegato "non litigo mai con nessuno visto che non è nella mia indole", il problema rimane.

Da una parte il primo cittadino che mira a tutelare il bene e la sicurezza della comunità e dall'altro il prefetto che deve anche far fronte alla difficile costante dell'accoglienza dei migranti che non si sa quando e in che numero arriveranno ancora in Veneto. Una situazione che appare ormai fuori controllo anche se Messina rassicura che sarà solo necessario lavorare in sinergia "nell'ambito delle proprie competenze". 

Una lettera aperta ai padovani per chiarire che a Padova si sarebbe attivata l'accoglienza diffusa

Quello che è certo è che a Padova non c'è più spazio per dare ospitalità e il sindaco era già stato fin troppo chiaro con una lettera aperta a suoi concittadini in cui aveva chiarito che in città non sarebbero sorti nuovi hub o tendopoli.

“Care padovane e cari padovani, oggi desidero rivolgermi anzitutto a voi con questa comunicazione. Come sapete, siamo in piena emergenza sbarchi, non si segnalava una quantità così consistente di arrivi su base nazionale dal 2016. I migranti arrivano, e arrivano anche in queste ore, sempre di più. Il nodo centrale, per me, resta sempre lo stesso e lo voglio dire con estrema chiarezza: Padova non vuole maxi hub nel suo territorio, non vuole tendopoli, non vuole dover pagare conseguenze di modelli sbagliati, a causa dei no ostinati a ogni tipo di collaborazione con le Prefetture, no che continuano tristemente a ripetersi a 360 gradi. Questo è il confine che mi sono dato, e su questo sono pronto a battermi in tutti i modi e in tutte le sedi, a difesa della città e anche della nostra comunità provinciale, un messaggio che desidero recapitare soprattutto al Governo nazionale in via preventiva."

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