Stroncatura

Ddl Zan, liceo padovano si "porta avanti" sui transgender nei registri scolastici. Donazzan: "Solo propaganda"

Lo scientifico "Alvise Cornaro" tra i primi in Italia a introdurre gli "alias" nel registro scolastico per i ragazzi e le ragazze transgender.

Ddl Zan, liceo padovano si "porta avanti" sui transgender nei registri scolastici. Donazzan: "Solo propaganda"
Attualità Padova, 03 Giugno 2021 ore 11:47

Il liceo scientifico “Alvise Cornaro” di Padova sarà tra i primi in Italia a usare nel registro scolastico gli “alias” per i ragazzi e le ragazze transgender.

Ddl Zan, liceo padovano si "porta avanti" sui transgender

Il liceo scientifico “Alvise Cornaro” di Padova sarà tra i primi in Italia a usare nel registro scolastico gli “alias” per i ragazzi e le ragazze transgender.

"Mi sembra tanto un’iniziativa propagandistica, l'ennesima battaglia ideologica sulla scuola che invece avrebbe bisogno di risolvere altri problemi. La popolazione studentesca è fatta di una maggioranza di persone che se ne sta silenziosa mentre viene prevaricata quotidianamente da una minoranza ideologica".

Non si è certo fatto attendere il commento, non troppo lusinghiero, dell'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan (Fratelli d'Italia), sull'iniziativa della scuola padovana, prima in Veneto e tra le prime in assoluto in Italia, ad aprirsi alla novità: in sostanza, i ragazzi e le ragazze che stanno affrontando un percorso psicologico, medico e ormonale per cambiare sesso, potranno già essere identificati con il nome che sceglieranno quando la transazione sarà definitiva.

Cosa prevede il regolamento

Una scelta, nelle intenzioni dell'istituto, all'insegna dell'inclusività ma che - con il Ddl Zan ancora al centro del dibattito politico - non poteva che suscitare polemiche e prese di posizione differenti.

Il regolamento messo a punto dall'Udu (Unione degli studenti universitari) prevede che le studentesse e gli studenti transgender possano riconoscersi, e farsi riconoscere anche dai professori nelle pagelle, nelle mail e nei registri con il nome al quale sentono di appartenere, anche se la "transizione" psicologica e fisica non è arrivata a compimento.

Un modo per venire incontro, anche in assenza temporanea di documenti d'identità che spesso ritardano nel certificare il passaggio a causa della solita farraginosa burocrazia, a tutti i ragazzi e le ragazze a cui verrebbe invece da subito riconosciuta in classe la volontà di "essere altro/a".