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Da Camposampiero all'Arcella: si cercano 50 figuranti per la rievocazione storica dell'ultimo transito di Sant'Antonio

Il 12 giugno torna, per la quarta volta nella storia e a distanza di 59 anni dall’ultima rappresentazione, la rievocazione in costumi d’epoca per ricordare le ultime ore del frate francescano.

Da Camposampiero all'Arcella: si cercano 50 figuranti per la rievocazione storica dell'ultimo transito di Sant'Antonio
Attualità Alta Padovana, 20 Maggio 2022 ore 08:36

Domenica 12 giugno torna, per la quarta volta nella storia (dopo le edizioni del 1931, 1946 e 1963) e a distanza di 59 anni dall’ultima rappresentazione, la rievocazione in costumi d’epoca per ricordare le ultime ore di Sant’Antonio di Padova.

Da Camposampiero all'Arcella: si cercano 50 figuranti per la rievocazione storica dell'ultimo transito di Sant'Antonio

Da Camposampiero all’Arcella, passando per San Michele delle Badesse, Campodarsego e Cadoneghe, fino ad arrivare alla periferia di Padova. Domenica 12 giugno torna, per la quarta volta nella storia (dopo le edizioni del 1931, 1946 e 1963) e a distanza di 59 anni dall’ultima rappresentazione, la rievocazione in costumi d’epoca per ricordare le ultime ore di Sant’Antonio di Padova, scomparso il 13 giugno 1231 alle porte della città dopo che, sentendosi prossimo alla morte, chiese di essere portato nell’amato convento padovano di Santa Maria Mater Domini, primo nucleo di quella che divenne poi la basilica antoniana. L’attesa rievocazione storica, che fonde spiritualità e devozione, vedrà la partecipazione di numerosi figuranti, devoti, mezzi e animali che tutti insieme ripercorreranno le strade dell’originale graticolato romano passando accanto ad antiche chiesette campestri, tra cui la Pieve di Bronzola.

Per l’occasione, la Pro Loco di Camposampiero (che organizza l’evento con il patrocinio della Regione Veneto, della Provincia di Padova e del Comune di Camposampiero) cerca almeno 50 figuranti che possano aggiungersi alle presenze tradizionali garantite sia dalle Pro Loco di Borgoricco, Campodarsego, Cadoneghe e Camposampiero sia da alcune associazioni culturali del territorio come “Este medievale”, la contrada “San Giacomo” di Monselice, la Fattoria “Terra degli asini” di Lissaro e “Il Palio Arcella”.

 

Chiunque abbia piacere di partecipare a titolo gratuito alla processione rievocativa dell’ultima giornata del Santo può inviare una mail a info@prolococamposampiero.com. Si potrà sfilare sia con il proprio costume d’epoca che con un completo fornito dall’organizzazione, fino ad esaurimento scorte, e lo si potrà fare per tutto il tragitto o anche solo per alcune delle cinque tappe in programma. Il pubblico e tutti gli altri fedeli, invece, potranno liberamente seguire il corteo lungo il percorso, ma per motivi di sicurezza non potranno unirsi allo stesso durante la marcia.

«L’obiettivo è quello di raggiungere un complessivo di circa 200 figuranti – sottolinea la Pro Loco di Camposampiero – Anche perché quest’anno ricorrono gli ottocento anni da quando Fernando diventò il francescano frate Antonio, quello che oggi nel mondo intero è noto come “Antonio di Padova”. Inoltre, il “Transito” del 2022 si propone come un’esperienza nuova. Non si tratta infatti di un evento solo di carattere religioso, ma anche di una manifestazione volta a promuovere la conoscenza del nostro territorio con le sue peculiarità enogastronomiche, industriali e artigianali, il tutto nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni locali attraverso lo “Slow Tourism”, un nuovo modo di viaggiare che consente di ammirare le bellezze di luoghi nascosti e di culture diverse in risposta alla frenesia della nostra vita quotidiana. Insomma, una vera e propria rievocazione storica a 360° ideata ed organizzata nella consapevolezza che nulla si costruisce senza memoria del passato».

Il percorso

La sacra rappresentazione, in cinque tappe, seguirà integralmente il tragitto originale percorso da Antonio e i suoi confratelli, ovvero l’antica pista dei pellegrini parallela alla statale del Santo. Questo perché è su questa strada che sorgevano gli ospedali: non luoghi di cura per malati, ma strutture in cui si poteva sperimentare la carità cristiana dei residenti impegnati ad alleviare la fatica e la fame di sconosciuti fratelli in viaggio. Su queste strade si mosse quindi il piccolo gruppo di fraticelli e su esse si muoverà anche, ottocento anni dopo, il lento corteo di persone che, in abiti rigorosamente simili a quelli dell’epoca, ripeterà gesti e preghiere di quei tempi lontani.

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