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Carenza di personale

Cittadella, Pronto soccorso sguarnito di notte: "Ho dormito sulle sedie tra dolori lancinanti e poi me ne sono andato..."

La disavventura di un 44enne di Carmignano di Brenta, con una probabile colica renale: "L'unica dottoressa è uscita per un'emergenza, nessuno mi visitava".

Cittadella, Pronto soccorso sguarnito di notte: "Ho dormito sulle sedie tra dolori lancinanti e poi me ne sono andato..."
Attualità Cittadella, 30 Marzo 2022 ore 11:07

La disavventura notturna di un 44enne di Carmignano di Brenta al Pronto Soccorso di Cittadella.

Cittadella, Pronto soccorso sguarnito di notte: "Ho dormito sulle sedie tra dolori lancinanti e poi me ne sono andato..."

Si è dovuto scontrare con i dolori lancinanti che lo affliggevano, ma anche con le problematiche legate ad alcune carenze nel turno di notte del Pronto soccorso dell'ospedale in cui si è visto costretto ad andare. Una nottata che di certo Mario Zanella, 44enne residente a Carmignano di Brenta, non dimenticherà facilmente.

Nella tarda serata di venerdì scorso, infatti, l'uomo, accompagnato dalla moglie, si presenta al Pronto soccorso a Cittadella, lamentando forti dolori addominali e renali (una probabile colica renale). Viene registrato dall'infermiere del triage con codice bianco, per cui considerato poco grave.

"La sala d'attesa era quasi completamente vuota, resto appunto in attesa di essere chiamato, ma i problemi iniziano quando alle 22 circa, per via di un'emergenza, l’unica dottoressa in servizio presso il Pronto soccorso esce".

Pronto Soccorso bloccato

Di conseguenza il Pronto Soccorso si blocca e nessuno viene più chiamato per essere visitato. Nel mentre, presupponendo che la degenza sarebbe stata lunga, Mario manda a casa la moglie.

"Poco dopo, essendo i miei dolori intensi e molto forti, con fiato corto ed affanno, piegato in due dal male, torno dall’infermiere chiedendo d’essere visitato o se nell’attesa mi potevano fare sdraiare su di una barella, in quanto non riuscivo né a stare seduto né in piedi dal male".

Per tutta risposta riceve una bustina di tachipirina e la conferma che non ci sono barelle libere o disponibili: "Aspetti in sala d'attesa", è il mantra. Mario dolorante si corica sulle sedie e si addormenta tra i dolori lancinanti di quella che potrebbe essere una colica renale e si risveglia a mezzanotte, con ancora male, anche se con dolori più lievi. A quel punto va a fare di nuovo le sue rimostranze al triage, andando infine via dall’ospedale senza foglio di dimissioni.

Mario, come molti utenti, si lamenta del disservizio dato all’utenza:

"Poco personale disponibile per i pazienti in sala d’attesa, non è ammissibile ci sia una sola dottoressa disponibile in tutto il turno di notte, che peraltro se c’è una emergenza esce in servizio bloccando di fatto un Pronto Soccorso. Né è accettabile che non ci siano barelle disponibili per chi sta male e deve arrangiarsi coricandosi usando le sedie affiancate come fossero un letto".

E ancora:

"Se arriva un'urgenza portata dalle ambulanze del Suem, le barelle come le trovano se non ce ne sono nemmeno per i pazienti in sala d’attesa? La sanità ha avuto così tanti tagli che non ha nemmeno le barelle per i pazienti in ingresso dal Pronto soccorso? Di giorno code interminabili, di notte personale ed attrezzature esigue", conclude sconsolato Mario.

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