La falda acquifera nell’area di San Lazzaro, in prossimità del termovalorizzatore di Padova, risulta contaminata. Le analisi svolte durante i lavori per la quarta linea dell’impianto hanno evidenziato il superamento dei limiti di legge per diverse sostanze, tra cui PFAS e cromo.
Le verifiche, confermate anche nel mese di febbraio 2026, sono state discusse nel corso della Conferenza dei Servizi del 4 febbraio 2026.
San Lazzaro, falda contaminata vicino al termovalorizzatore di Padova
Il sito si trova a nord del Canale Piovego, in una zona industriale storica di Padova attiva dai primi del Novecento.

I dati disponibili derivano da tre campagne di monitoraggio condotte tra agosto e ottobre 2025 e febbraio 2026. Le analisi hanno rilevato superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) per Manganese, Cromo Totale, Cromo VI, Antimonio, Ferro, Arsenico e Triclorometano.
Per alcune sostanze, tra cui Ferro, Manganese e Arsenico, sono previsti approfondimenti per verificare una possibile origine naturale legata al fondo geochimico locale. Per il triclorometano, i controlli successivi non hanno confermato il superamento iniziale.
I dati sul Cromo VI e la variabilità delle concentrazioni
Nel piezometro PZ2 il Cromo VI ha registrato valori variabili: 2200 microgrammi/litro nell’agosto 2025, 17 microgrammi/litro a inizio ottobre e 470 microgrammi/litro a fine ottobre.
Il valore più elevato è stato rilevato dopo lo spegnimento del sistema di well-point utilizzato in cantiere per l’abbassamento temporaneo della falda. Secondo quanto emerso, il sistema potrebbe aver richiamato masse d’acqua provenienti da aree esterne al perimetro dell’impianto.
La variabilità dei dati è indicativa di una dinamica idrogeologica complessa.
Le decisioni della Conferenza dei Servizi
Durante la Conferenza dei Servizi del 4 febbraio 2026 sono stati disposti ulteriori interventi: installazione di quattro nuovi piezometri per definire la direzione della falda e l’eventuale estensione del fenomeno; analisi dei terreni prelevati con carotaggi; prosecuzione del monitoraggio sui punti esistenti e su quelli di nuova realizzazione.
L’iter di controllo deriva da prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto.
La posizione della Regione del Veneto
“Stiamo seguendo con la massima attenzione, attraverso gli enti preposti, i monitoraggi e i controlli nell’area del termovalorizzatore di Padova e l’evolversi della situazione”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini.
“La tutela dell’ambiente e della salute pubblica è per noi una priorità assoluta. Continueremo ad assicurare tutte le verifiche necessarie a comprendere la situazione”, ha aggiunto l’esponente della Regione del Veneto.
La segnalazione di “potenziale contaminazione” è stata inoltrata dal gestore HestAmbiente come Soggetto non responsabile, come previsto dalla normativa. Allo stato attuale non risultano evidenze di lisciviazione, ossia trasporto di sostanze inquinanti dal suolo alla falda attraverso l’acqua.