Mandato europeo

Arrestato a Padova latitante ricercato per violenza sessuale in Germania

Il cinquantunenne nigeriano deve scontare quindici anni di reclusione per un’aggressione avvenuta ad Augusta nel 2014

Arrestato a Padova latitante ricercato per violenza sessuale in Germania

Lunedì 27 aprile 2026, la Polizia di Stato ha dato notizia dell’esecuzione di un l’arresto di un cittadino nigeriano di 51 anni presso la Questura di Padova. Il soggetto era destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità della Germania nel 2019. L’individuo si era presentato spontaneamente presso l’Ufficio Immigrazione con l’intento di richiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi lavorativi, ignaro che i controlli incrociati avrebbero rivelato la sua reale identità e la pendenza giudiziaria.

I dettagli dell’aggressione ad Augusta

I fatti contestati risalgono al 9 marzo 2014, quando il cinquantunenne avrebbe avvicinato una giovane vittima in attesa di entrare in un locale pubblico ad Augusta. Secondo le ricostruzioni della magistratura tedesca, l’aggressore avrebbe costretto con la forza la persona a seguirlo in un bosco limitrofo, dove si è consumata la violenza sessuale. L’abuso ha causato alla parte offesa gravi lesioni fisiche su tutto il corpo, portando alla successiva condanna dell’autore a quindici anni di reclusione.

Il tentativo di fuga e la latitanza in Italia

Dopo il reato commesso in territorio tedesco, il ricercato aveva abbandonato la Germania alla fine del 2014 per rifugiarsi in Italia. Per eludere le indagini e i controlli alla frontiera, il cinquantunenne ha utilizzato generalità differenti, tentando di regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale sotto falso nome. Durante l’istruttoria della pratica migratoria a Padova, gli agenti hanno analizzato le banche dati internazionali, scoprendo la corrispondenza biometrica e i precedenti per immigrazione clandestina e reati contro il patrimonio.

Le procedure per l’estradizione e la detenzione

Una volta accertata l’identità del richiedente, il personale della Questura ha proceduto al fermo immediato. Gli accertamenti hanno confermato che il provvedimento restrittivo era attivo dal 2019, anno in cui la magistratura tedesca aveva formalizzato la ricerca internazionale. Attualmente, il cinquantunenne si trova recluso presso la Casa Circondariale di Padova (in copertina), in attesa che vengano perfezionate le procedure legali per la sua estradizione verso la Germania, dove dovrà scontare la pena residua.