Mentre la tensione e l’attenzione per i gruppi anarchici rimane alta, sono comparse delle scritte contro la Polizia a Padova martedì 31 marzo 2026.
Tensione anarchica anche in Veneto
È da più di dieci giorni che è scoppiato un ordigno artigianale, che probabilmente sarebbe stato usato per un attentato anarchico, che ha invece ucciso due membri del “gruppo Cospito”. Inoltre, la scorsa domenica gli altri 91 membri si sono riuniti per ricordare i due morti, venendo però trattenuti dalla Polizia
L’organizzazione anarchica prende il nome da Alfredo Cospito, membro della Fai e autore di due attentati: il primo è avvenuto il 6 giugno 2006 con due bombe piazzate davanti all’ex caserma dei Carabinieri di Fossano; il secondo è avvenuto il 7 maggio 2012, quando ha ferito Roberto Anidolfi, delegato di Ansaldo Nucleare. Entrambi gli attentati sono stati rivendicati dalla Federazione Anarchica Informale e da Cospito.
Inoltre, l’anarchico è il primo non mafioso a essere condannato al 41-bis, sistema soprannominato “carcere duro” che impedisce di avere contatti con qualsiasi membro dell’organizzazione in modo da evitare la pianificazione di possibili mosse sovversive.
Scritte contro la Polizia sui muri dell’aula studio
Anche se non c’è nessuna prova che il Fai sia ancora attivo, in molti hanno deciso di “protestare” contro il 41-bis di Cospito. Infatti, anche a Padova erano comparsi degli striscioni contro la Polizia.
Questa volta però non si tratta né di cartelloni né di esplosivi, solo di una scritta comparsa su un muro dell’aula studio in via del Portello.
Tra le classiche frasi che ci si può immaginare contro la Polizia c’è anche quella comparsa sui muri dell’aula studio Pollaio:
“Nella mia Città c’è una malattia che va più via
È la Polizia”.
La notizia ha raggiunto rapidamente anche Luca Zaia che, con un post su Facebook, ha voluto condannare il gesto scrivendo:
“Un gesto inaccettabile, da condannare senza ambiguità. Colpire chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini significa attaccare lo Stato.
Piena solidarietà alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, sempre al fianco della gente. L’Università deve restare luogo di confronto e crescita, non spazio per odio e intimidazioni”.