Quella in corso tra Campania e Lazio è ormai una vera e propria epidemia. Che si porta dietro anche una psicosi generalizzata.
Tra le due regioni è infatti attualmente in corso un’emergenza epidemiologica relativa all’Epatite A, il numero dei casi è schizzato nelle ultime settimane.
La causa? Pare una partita di mitili provenienti dalla Spagna, ma ora l’allarme è sia sanitario che economico: laggiù nessuno si fida più a mangiare frutti di mare.
E ora il contagio ha raggiunto anche il veneto: come riferito in una nota stampa dell’Ulss 6 Euganea, a Padova è stato riscontrato un caso di Epatite A in un turista rientrato da Napoli, dove ha consumato frutti di mare, tra gli alimenti considerati a rischio per la trasmissione del virus.
Sintomi e decorso
Il caso in questione fa così salire a 38 i pazienti che hanno contratto l’Epatite A nel padovano dal 2020 a oggi.
L’Ulss 6 Euganea ricorda che la malattia si manifesta inizialmente con sintomi come malessere generale, febbre, nausea, vomito, perdita di appetito, affaticamento, dolori addominali, mal di testa e diarrea. Dopo alcuni giorni può comparire l’ittero, con ingiallimento della pelle e urine scure. Il decorso è generalmente benigno e non tende a cronicizzare.
Modalità di contagio
Il virus si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso alimenti o bevande contaminati. Tra i cibi più a rischio figurano molluschi come cozze e vongole, ma anche prodotti crudi o non adeguatamente cotti, come frutti di bosco congelati. Il contagio può avvenire anche tramite contatti intimi, trasfusioni o da madre a figlio.
Periodo di incubazione
L’incubazione varia da 15 a 50 giorni, con una media di circa 28 giorni. La persona infetta può trasmettere il virus già una o due settimane prima della comparsa dei sintomi, fino a una settimana dopo l’insorgenza dell’ittero.
Fondamentali le misure igieniche, in particolare il lavaggio accurato delle mani e l’attenzione nella manipolazione degli alimenti. È importante consumare cibi ben cotti e adottare precauzioni soprattutto nei contesti a rischio, come mense e ambienti comunitari.
Emergenza epidemia di Epatite in Campania
“Ciò che sta accadendo in Italia come conseguenza dell’epidemia di epatite A costituisce un esempio chiaro di One Health – spiega il direttore del Dipartimento di Prevenzione Luca Sbrogio – In ambienti degradati e inquinati proliferano molluschi che possono accumulare virus: se consumati poco cotti, possono trasmettere l’infezione”.
La vaccinazione rappresenta uno strumento efficace di prevenzione ed è prevista in due dosi a distanza di 6-12 mesi. Gli adulti possono prenotare tramite il CUP, mentre per i minori di 16 anni l’accesso avviene attraverso i servizi vaccinali pediatrici.
In ogni caso, come riferito dal nostro portale nazionale News Prima, i riflettori sono accesi sulla situazione epidemiologica in Campania, dove nelle ultime settimane si è registrato un sensibile incremento dei casi di Epatite A.
Si tratta di una situazione che ha richiesto interventi immediati sul piano della prevenzione e del controllo, pur senza configurare, secondo gli esperti, una vera emergenza sanitaria.
All’ospedale Cotugno di Napoli sono attualmente ricoverati 53 pazienti per epatite A, un dato superiore alla media stagionale. Nonostante ciò, il quadro clinico appare rassicurante. Come spiegato dagli specialisti, i pazienti presentano forme non complicate della malattia e le condizioni generali sono buone.
Gli esperti sottolineano che un aumento dei casi in questo periodo dell’anno non è insolito, ma l’intensità registrata ha comunque sorpreso. Si tratta quindi di un fenomeno da osservare con attenzione, ma che non deve generare allarmismi.