L’Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova ha portato a termine un complesso intervento chirurgico su un paziente di 98 anni affetto da una neoplasia gastrica. L’operazione di gastrectomia subtotale si è resa necessaria a causa delle gravi condizioni del centenario, che presentava forti dolori e l’impossibilità di alimentarsi autonomamente.
La riuscita della procedura rappresenta un traguardo clinico rilevante per la sanità regionale, considerando l’età avanzata del soggetto e i rischi operatori connessi.
L’intervento di gastrectomia subtotale
Il successo dell’operazione è il risultato della collaborazione tra l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Oncologica, diretta dal dottor Pierluigi Pilati, e l’UOC di Anestesia e Rianimazione, coordinata dal dottor Massimo Sergi.
I medici hanno operato congiuntamente per garantire la stabilità dei parametri vitali del degente quasi centenario durante l’intera fase di resezione parziale dello stomaco. La preparazione clinica delle due equipe ha permesso di gestire una situazione definita critica, evitando al signor Sergio ulteriori sofferenze fisiche legate alla progressione del tumore.
La testimonianza di Sergio
Il signor Iginio Sergio Bessega ha espresso profonda gratitudine dopo l’intervento verso la struttura padovana, e ha evidenziato il valore umane delle cure che ha ricevuto.
“Mi sono affidato completamente ai medici. Alla mia età non pensavo di affrontare un’operazione così importante, ma sono stato seguito con grande attenzione.
Posso dire di aver ricevuto la vita due volte: la prima da mia madre, quando mi ha messo al mondo; la seconda, a 98 anni, dall’équipe dello IOV”.
Le dichiarazioni del Presidente Alberto Stefani
Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha espresso soddisfazione per l’esito del caso clinico, sottolineando l’alto livello di specializzazione raggiunto dalla struttura padovana.
“Per sottoporre una persona di 98 anni a un intervento così complesso occorrono grandi capacità cliniche e la voglia di non arrendersi mai.
Senza la tenacia e la preparazione dell’equipe, il paziente avrebbe patito ancora sofferenze, che gli sono state risparmiate. Alla vicenda clinica si abbina un significativo aspetto di umanizzazione, perché questi professionisti non hanno accettato di lasciar andare una vita verso un destino segnato”,
ha dichiarato il Stefani.

Ha poi aggiunto:
“Senza la tenacia e la preparazione dell’equipe, il paziente avrebbe patito ancora sofferenze, che gli sono state risparmiate. Alla vicenda clinica si abbina un significativo aspetto di umanizzazione, perché questi professionisti non hanno accettato di lasciar andare una vita verso un destino segnato.
Ancora una volta il nostro Iov ha dato dimostrazione di aver raggiunto un elevatissimo livello di specializzazione di cui è giusto essere orgogliosi”.
L’intervento conferma la strategia dello IOV nel trattare casi oncologici complessi anche in soggetti caratterizzati da estrema fragilità anagrafica. Secondo quanto riferito dalle autorità regionali, l’obiettivo non è stato solo tecnico ma etico, puntando a restituire una prospettiva di alimentazione e benessere al paziente anziano.