Nel padovano

Festa del papà, la storia di un direttore di Posta con una famiglia extralarge

Il nucleo familiare di Daniele Manzone, che lavora in ufficio postale all'Arcella, e della moglie Claudia: quattro figli, più il quinto in arrivo

Festa del papà, la storia di un direttore di Posta con una famiglia extralarge

Il 19 marzo, in occasione di San Giuseppe, si celebra in tutta Italia la festa del papà. In provincia di Padova, a riguardo, c’è una storia curiosa, quella del direttore di uno dei due uffici postali dell’Arcella. Per Daniele Manzone rappresenta un momento davvero speciale.

La famiglia extralarge di papà Daniele e mamma Claudia

Dipendente di Poste Italiane, vive dal 2010 a Padova:

“Neoassunto, lasciai Palermo senza sapere dove sarei finito, mi sono trovato davanti a una mappa dell’Italia e ho scelto Padova. Ero solo ma fu una scelta felice. È un’ambiente sano, sia dal punto di vista lavorativo sia per mio cammino neocatecumenale. La nostra famiglia è il frutto di una grande fede. Nel lavoro e nella vita è necessario pianificare ed essere concreti. Ma quando si tratta di figli, no, noi non pianifichiamo e ci affidiamo alla preghiera”.

La famiglia dunque: ad aspettare Daniele a casa, al rientro dall’ufficio postale ci sono la moglie Claudia, maestra elementare e poi Simone (13 anni), Gloria (11), Tommaso (9) e Lorenzo (4). Il quinto (maschio) nascerà tra poco.

La domanda è inevitabile: come ci si organizza?

“In famiglia un genitore deve dare alcune (o meglio poche) regole. Diciamo che io sono quello severo, quello che invita a rispettare gli orari ma sempre in modo sereno. Mi sveglio presto la mattina e un po’ alla volta si svegliano i bambini che sono tutti autonomi, tranne naturalmente il più piccolo. Se non devo andare ad aprire l’ufficio postale, tocca a me fare il giro delle scuole. Noi viviamo ad Albignasego, dove tutto è a portata di mano”.

Il lavoro e i bambini:

“A casa siamo in due direttori, io e mia moglie. Qualcosa di simile avviene in ufficio, dove siamo in dodici persone e dove condivido il mio ruolo con un vice responsabile. Il mio metodo di lavoro è individuare e valorizzare le competenze di ogni persona della mia squadra. Per questo si può fare un parallelo tra vita lavorativa e vita familiare perché di sicuro ho due famiglie. Quando ho iniziato a lavorare qui ho invitato tutti a contribuire a creare un clima positivo, per raggiungere insieme gli stessi obiettivi. Che non si centrano senza motivazione. La stessa motivazione che poi la sera ritrovo a casa”.

Ma i figli ti chiedono mai del tuo lavoro?

“Certo, a volte mi chiedono se sono stanco e soprattutto sono curiosi di sapere che cosa succede in ufficio e di conosce qualche aneddoto”.

L’altra “direttrice” in famiglia è tua moglie, Claudia:

Lei è il collante di tutto, io sono il ‘braccio’ e lei la ‘mente’. La sua grande passione è la cucina e ogni tanto devo seguire la dieta. A proposito di famiglia, io provengo da una famiglia con sei figli. Mia moglie ha quattro fratelli e due volte all’anno ci ritroviamo a Palermo, una grandissima famiglia che riunisce”.

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