la manifestazione

Foto Meloni e Nordio bruciata a Roma, il collettivo di Padova rivendica il gesto: “Nessuna paura”

Alcuni dei membri dei Collettivi si sono riuniti davanti a Palazzo Bo e Palazzo Moroni per dire che non si faranno intimidire

Foto Meloni e Nordio bruciata a Roma, il collettivo di Padova rivendica il gesto: “Nessuna paura”

A una settimana dal Referendum sulla Giustizia, la tensione politica si infiamma. In tutti i sensi, perché, durante un corteo organizzato dal fronte del “no” a Roma domenica 15 marzo 2026, sono stati bruciati alcuni cartelloni con le foto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, principali artefici della riforma che si voterà domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026.

Foto Meloni e Nordio bruciata a Roma

L’immagine del cartellone che brucia ha fatto il giro dei media e ha attirato l’attenzione anche di alcuni esponenti del governo. Infatti, in molti hanno attaccato la Sinistra per aver alimentato questo clima di tensione, soprattutto quando vengono organizzate delle proteste.

I due giovani di Padova che sono stati identificati dalla Digos, assieme a un terzo di Milano, saranno denunciati per aver bruciato il cartellone raffigurante la Premier e il Ministro della Giustizia Nordio.

Tuttavia, i responsabili non si sono tirati indietro, anzi hanno voluto controbattere. Di fatto, nella mattinata di ieri, lunedì 16 marzo 2026, si sono riuniti di fronte a Palazzo Bo per rivendicare il gesto.

I due padovani, che fanno parte del Cau, Collettino autorganizzzato universitario, e Usb, Unione sindacale di base, si sono uniti alla protesta di lunedì mattina.

Meloni e Nordio le vostre reazioni non ci fanno paura e la nostra risposta l’abbiamo già data sabato in piazza, quando non eravamo da soli, ma con altre 20mila persone. E vi ricordiamo oggi le ragioni di quella piazza, che sono anche quelle che continuiamo a portare avanti oggi: un no chiaro a questo referendum, un no a questo governo, il governo Meloni e un non alle sue politiche di guerra”.

La rivendicazione

Tra le responsabili del Collettivo c’è anche Anna Capretta, che ha voluto sottolineare come non si faranno intimidire. A ribadirlo ci ha pensato anche Potere al Popolo, che con un post su Facebook, ha voluto evidenziare:

“A leggere i giornali di oggi sembra che il problema principale per le forze politiche italiane sia un pezzo di carta bruciato durante il nostro corteo di ieri a Roma.

Sempre ieri Israele in Libano ha ammazzato 12 tra medici e paramedici. A Gaza ha fatto oltre 72mila vittime accertate. Oltre 20mila erano bambini. Di queste vittime, ben 630 sono state ammazzate dopo il “cessate il fuoco” e ben 202 erano bambine e bambini. Dall’inizio della nuova offensiva israeliana in Libano, due settimane fa, sono state sfollate 800mila persone, sono morte 826 persone di cui 100 bambini. In Iran sono morte, dall’inizio della nuova guerra di Usa e Israele, ben 1200 persone, di cui 200 bambini.

Voteremo No non solo perché siamo convinti che in un paese dove ogni giorno avvengono casi di corruzione, di aziende che sfruttano i lavoratori, casi di evasione fiscale e lavoro nero a danno del nostro popolo, sia necessario impedire che il Governo possa controllare la magistratura e che questa resti indipendente dal potere esecutivo.

Ma anche perché vogliamo dare un segnale chiaro e mandare a casa questo Governo complice dell’orrore, che finge di piangere per un pezzo di carta bruciacchato, ma che stringe la mano ai peggiori criminali della storia recente.

Ieri siamo scesi in piazza a Roma in 20mila per ribadirlo: l’Italia migliore, quella che si è mobilitata contro il genocidio, la guerra e la complicità del Governo, quella che crea la ricchezza di questo paese, quella che vorrebbe organizzare il futuro invece di amministrare il presente, dice No”.

Nonostante il post sia stato oscurato, anche se ancora visibile, l’immagine caricata confronta la foto bruciata con un bambino morente ed è stata proprio questa immagine di confronto a essere tenuta in mano dai manifestanti nella giornata di ieri.

Il post di Potere al Popolo