Carabinieri

Sgominata banda di spaccio di cocaina nell’Alta Padovana: ultimo indagato fermato a Barcellona

L'indagine dei militari dell'Arma, iniziata nel 2024, ha portato all'arresto di dieci soggetti ritenuti appartenenti all'organizzazione che ha movimentato fino a 5 kg di stupefacenti

Sgominata banda di spaccio di cocaina nell’Alta Padovana: ultimo indagato fermato a Barcellona

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cittadella hanno concluso un’indagine, condotta sotto la direzione della Procura della Repubblica di Padova, che ha permesso di disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina) in tutta l’Alta Padovana.

L’operazione è culminata con l’arresto di un cittadino albanese rintracciato in Spagna ed estradato in Italia nei giorni scorsi. L’uomo era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Padova, su richiesta della locale Procura.

 

Tre precedenti arresti

Come riferito dalla nota stampa diffusa lunedì 16 marzo 2026 dai Carabinieri di Padova tramite il loro canale ufficiale, il provvedimento rappresenta l’ultimo tassello di un’attività investigativa complessa che, nel mese di ottobre 2025, aveva già portato all’esecuzione di tre misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati: due cittadini albanesi e un cittadino rumeno.

Le indagini hanno permesso di ricostruire un importante attività di spaccio di cocaina nell’area settentrionale della provincia di Padova tra il 2024 e il 2025. I quattro arrestati – tre dei quali residenti tra Cittadella e Piazzola sul Brenta – agivano in concorso tra loro; l’ultimo indagato era riuscito inizialmente a sottrarsi alla cattura rifugiandosi a Barcellona, dove è stato infine localizzato.

L’origine dell’indagine nel 2024

L’attività aveva registrato importanti risultati già nel corso del 2024, con l’individuazione della rete di distribuzione al dettaglio. Nello specifico, tra marzo e aprile, i militari della Compagnia di Cittadella avevano arrestato in flagranza di reato due persone in distinte operazioni: un italiano, residente nel Trevigiano, intercettato a San Giorgio in Bosco, e un albanese, residente nel Vicentino, fermato a Cittadella. Entrambi erano stati trovati in possesso di 50 grammi di cocaina trasportati a bordo delle proprie auto.

Successivamente, nel mese di ottobre 2024, gli accertamenti avevano consentito ai Carabinieri di eseguire altre quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP del Tribunale di Padova su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due italiani, un bosniaco e una marocchina.

Contestualmente agli arresti, è stata data esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di conti correnti e di un’autovettura di grossa cilindrata, beni ritenuti provento dell’attività illecita, del valore complessivo stimato in circa 80.000 euro.

Secondo le risultanze investigative, il gruppo avrebbe movimentato approssimativamente 5 kg di cocaina, con una media documentata di 30-40 cessioni giornaliere nell’arco di un anno e mezzo.

La clientela di tossicodipendenti

Nel corso delle indagini, i militari hanno appurato che gli spacciatori, attivi in tutta l’Alta Padovana e facenti parte del sodalizio assicurato alla Giustizia, abbiano smerciato dosi di cocaina a centinaia di acquirenti, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, generalmente residenti ed originari della Provincia di Padova, ma provenienti anche da quelle limitrofe di Treviso e Vicenza.

Gli acquirenti, tra i quali figurano studenti universitari, impiegati, operai ed anche professionisti, in genere, ricevevano lo stupefacente in parcheggi di attività commerciali, strade pubbliche, stazioni ferroviarie o fast food, con consegna concordata spesso anche a domicilio, previo contatto tramite piattaforme di messaggistica e con la massima disponibilità, in termini di flessibilità, da parte dei “pusher”.

Durante le conversazioni, veniva utilizzato da spacciatori ed acquirenti un “gergo” relativo a nickname assegnati allo stupefacente (“bianca”, “bella”, “buona”… con riferimento alla cocaina) ed alle grammature (1,2, o 3…).

Il prezzo della cocaina – risultata, al termine delle analisi, essere di ottima qualità (principio attivo superiore all’80%) – oscillava tra gli 80 ed i 100 euro al grammo. Infatti, in relazione alla quantità acquistata, gli spacciatori applicavano un prezzo proporzionalmente decrescente, attuando, di fatto, una politica commerciale efficace.

Le prime sentenze

Nei giorni scorsi, l’indagato ritenuto a capo della rete di spaccio a dettagli sgominata ad ottobre 2024, che ha collaborato con la giustizia, ha patteggiato una condanna a 4 anni di reclusione. A suo carico è stata disposta la confisca di un’auto di grossa cilindrata oltre alla somma di 30.000 euro in contanti e conti correnti bancari.

Anche i sodali dell’organizzazione sono stati condannati, con rito abbreviato, a pene che vanno dai 2 ai 3 anni e 9 mesi di reclusione oltre al pagamento delle multe e delle spese processuali.

Si precisa che gli indagati devono ritenersi non colpevoli fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.