Occupazione

Poste Italiane, a Padova il 64% degli addetti negli uffici postali è donna

Nella provincia oltre 160 sedi operative con una forte presenza femminile anche nei ruoli direttivi

Poste Italiane, a Padova il 64% degli addetti negli uffici postali è donna

La presenza delle lavoratrici in Poste Italiane si conferma un pilastro strutturale nella provincia di Padova.

Poste Italiane, a Padova il 64% degli addetti negli uffici postali è donna

All’interno degli oltre 160 uffici postali della provincia, la quota rosa raggiunge il 64% tra sportelliste, consulenti e direttrici.

Proprio la guida delle sedi vede una prevalenza netta, con il 62% degli incarichi di direzione ricoperti da donne. Il dato provinciale evidenzia un modello organizzativo in cui il 59% della forza lavoro femminile occupa ruoli di responsabilità e il 49% concilia l’attività professionale con la cura di almeno un figlio.

Poste Italiane, a Padova il 64% degli addetti negli uffici postali è donna

Esperienze di carriera e genitorialità

Valeria Santantonio, alla guida dell’ufficio postale di Selvazzano Dentro dal 2021, testimonia un percorso di crescita iniziato nel 2012.

“L’azienda ha permesso la mia progressione di carriera parallelamente alla crescita dei miei figli”, dichiara la direttrice, sottolineando come la tutela della maternità sia integrata nel clima aziendale.

Analoga progressione riguarda Sabrina Braggion, responsabile dei portalettere a Monselice, la quale coordina un team di settanta persone. Entrata come addetta al recapito, ha assunto ruoli di specialista e coordinamento in concomitanza con la crescita della figlia.

Indicatori regionali

Il contesto padovano si inserisce in una tendenza regionale che vede in Veneto una media del 53% di occupazione femminile nel settore postale.

Su scala nazionale, su circa 120.000 dipendenti, le donne superano il 54%. Poste Italiane ha adottato misure di sostegno alla genitorialità che incrementano le tutele di legge: durante il congedo di maternità o paternità alternativo, l’indennità garantita è pari al 100% della retribuzione, superando l’80% previsto dalla normativa vigente. Sono inoltre previsti permessi specifici per la procreazione medicalmente assistita e congedi parentali con trattamenti economici migliorativi.