La Corte d’Assise di Padova ha condannato all’ergastolo Giacomo Friso, 35enne di Villafranca Padovana, per l’omicidio del suo vicino di casa e amico d’infanzia, Michael Boschetto (in copertina).
Omicidio Michael Boschetto
Era la mattina del 27 aprile 2024 quando, poco prima dell’alba, Michael e Giacomo stavano litigando nell’abitazione del primo, in via Gomiero.
Giacomo Friso, soprannominato “Furia”, dopo una discussione iniziale era tornato a casa a prendere appositamente un coltello, che poi ha usato per sferrare quattro fendenti contro l’amico. Il corpo di Boschetto venne trovato senza vita in cortile dalla sua compagna, poco dopo le 6 di mattina.
Inizialmente, si è pensato che l’omicidio potesse essere collegato al mondo della droga, visto che entrambi hanno avuto trascorsi di tossicodipendenza. Tuttavia, analizzando il cellulare della vittima, è stato scoperto un video-selfie di Friso con accanto il cadavere del suo amico.
Ergastolo a Giacomo Friso
Nella giornata di ieri, mercoledì 4 marzo 2026, la Corte d’Assise di Padova ha emesso la condanna all’ergastolo per Giacomo, dopo ben 5 ore di camera di consiglio. Alla sentenza, Furia non ha mosso un muscolo, è rimasto immobile nel suo giubbetto verde smanicato.
In realtà, Friso non ha aperto bocca durante l’udienza, rimanendo sempre col capo chino, senza sollevare lo sguardo. Infatti, come ha sottolineato Federico Boschetto, padre di Michael, non lo ha mai guardato durante il processo.
I legali di Furia, Enrico Cogo e Cesare Vanzetti, hanno sottolineato che presenteranno ricorso e che se viene condannato all’ergastolo non potrà mai essere rieducato, che sarebbe il vero scopo della giustizia. Inoltre, sarà costretto a risarcire il padre della vittima per 242mila e 280 euro.
Tuttavia, il pubblico ministero, Benedetto Roberti, non la pensa così visto che ha sottolineato la sua soddisfazione per la condanna. Infatti, i giudici hanno escluso l’aggravante della premeditazione, ma hanno mantenuto quella dei futili motivi.
Tra le prove ammissibili, oltre al video, c’era anche una lettera inviata dal carcere Due Palazzi al sostituto commissario della Digos, Francesco Battinelli. In particolare, al momento dell’omicidio, è stato lui a catturare Friso nonostante fosse già in pensione. Di fatto, anche lui abita poco distante da dove è stato trovato il corpo della vittima e conosceva entrambi. Per questo motivo, Furia gli ha scritto per chiedergli scusa per quello che aveva fatto, che poi è stata considerata come una confessione, e per chiedergli supporto economico.
Omicidio Micheal Boschetto: scoperto un video del presunto killer nel cellulare della vittima