Tensione in stazione

La troupe di “È sempre Cartabianca” assalita a Padova durante la protesta contro la zona rossa

Calci e pugni contro il cameraman durante il servizio di Serenella Bettin nel piazzale della stazione

La troupe di “È sempre Cartabianca” assalita a Padova durante la protesta contro la zona rossa

L’oscurità del piazzale della stazione di Padova è stata squarciata, poco prima delle 20 di mercoledì 18 febbraio 2026, da un’esplosione di violenza improvvisa. Mentre la giornalista Serenella Bettin e l’operatore Carlo Brotto, inviati del programma Mediaset “È sempre Cartabianca“, documentava il lavoro delle associazioni di volontariato, un giovane ha interrotto brutalmente le riprese.

Una vicenda simile era già successa a settembre, quando Chiara Giannini e la troupe di “Porta a Porta” sono stati aggrediti a Padova durante un reportage sulle baby gang.

L’episodio è avvenuto in contemporanea con il presidio di protesta organizzato davanti alla Prefettura contro l’estensione della Zona rossa fino al 4 maggio.

L’aggressione e il responsabile

Il soggetto si è scagliato contro l’operatore video con l’obiettivo di oscurare l’obiettivo della telecamera. Alle minacce verbali sono seguiti i fatti: una sequenza di calci e un pugno sferrati contro Carlo Brotto. Solo la prontezza degli agenti della Polfer e della Questura, già schierati in forze per presidiare il quadrante ferroviario durante la manifestazione, ha evitato conseguenze fisiche peggiori per il lavoratore.

“Non fate riprese”

Ha urlato l’aggressore prima di colpire fisicamente l’operatore video davanti ai passanti e ai volontari.

I poliziotti hanno bloccato il ventenne, identificandolo come un senza fissa dimora con un curriculum segnato da precedenti per reati contro il patrimonio e la persona. La posizione del giovane si è aggravata immediatamente dopo il fermo: oltre alla denuncia per violenza privata e percosse, la Divisione Polizia Anticrimine ha attivato un pacchetto di misure restrittive per neutralizzare la sua pericolosità sociale.

Raffica di divieti e daspo

Il verdetto delle autorità è stato drastico. Nei confronti del responsabile sono scattati due DACUR ai sensi dell’articolo 10: l’individuo non potrà più accedere ai mezzi del trasporto pubblico locale né frequentare l’intera area della stazione ferroviaria. Un isolamento che mira a garantire la sicurezza dei passeggeri e degli operatori in un momento di forte tensione per l’ordine pubblico.

La stretta della Questura non si è fermata ai confini dello scalo. È stato applicato un ulteriore DACUR (ex articolo 13 bis) che vieta al giovane l’accesso a tutti i locali pubblici dell’intera provincia di Padova. A completare il quadro delle sanzioni è arrivato un DASPO “fuori contesto”, misura che gli impedirà di avvicinarsi a qualunque luogo in cui si svolgano manifestazioni sportive.

La reazione delle istituzioni regionali

Sull’episodio è intervenuto il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, esprimendo ferma condanna per l’accaduto. Il vertice di Palazzo Balbi ha definito l’evento come “un attacco al diritto costituzionale dei cittadini di essere informati”, manifestando la totale solidarietà dell’amministrazione ai due professionisti colpiti.

“Non possiamo permettere che episodi di intolleranza o intimidazione limitino il lavoro di chi racconta la realtà del nostro territorio”

Ha dichiarato il Presidente Alberto Stefani, sottolineando l’importanza del coraggio dei cronisti e ringraziando gli agenti della Polizia di Stato per il tempestivo intervento nel bloccare il responsabile.