L'inchiesta

Dopo il servizio di Report, scattano i controlli sanitari nell’allevamento a Lozzo Atestino

I tecnici dell'Usl 6 si sono recati alla Fattoria Menesello, ma non avrebbero riscontrato nulla rispetto a quanto mostrato da Food For Profit, sottolineando che le immagini risalirebbero a tre anni fa

Dopo il servizio di Report, scattano i controlli sanitari nell’allevamento a Lozzo Atestino

Il servizio di Report, andato in onda domenica 1° febbraio 2026, ha acceso i riflettori su uno dei più importanti allevamenti della provincia di Padova, quello di galline di Lozzo Atestino.

Le accuse contro le Fattorie Menesello

Nelle immagini trasmesse in diretta, sono state inquadrate diverse etichette che dimostravano che la carne era scaduta da due o tre anni, oltre a non rispettare diverse norme sanitarie.

Per questo motivo, i Comitati “Lasciateci Respirare” di Lozzo Atestino e Monselice si sono uniti chiedendo un controllo per l’allevamento di Simone Menesello, presidente degli avicoltori di Confindustria e proprietario di Fattorie Menesello. Di fatto, è già da tempo che si erano uniti contro l’avicoltore, denunciando le condizioni di vita degli animali.

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In particolare, come scrive Food for Profit, le galline vivono in condizioni pietose, con le carcasse di alcune di loro che si sono mummificate nel tempo e che attirano i topi. Inoltre, quelle ancora vive possono entrare in contatto con i cadaveri, mentre nei corridoi ci sono abbastanza liquami da arrivare alle caviglie dei dipendenti. All’esterno, invece, c’era una pila di carcasse impilate su una biga di un trattore.

Di fatto, bisognerebbe rimuovere i corpi degli animali senza vita proprio per evitare il contagio e la conseguente creazione di un focolaio per aviaria.

I controlli all’allevamento di galline

È da anni che i Comitati lasciateci respirare sono ignorati, visto che, nonostante le richieste, la Fattoria Menesello conta 350 galline per ogni residente di Lozzo Atestino, per un totale di circa 1,3 milioni di uccelli e 11mila metri quadri occupati dai 7 capannoni dell’azienda.

Come affermano in un post su Facebook:

“Ora che l’allevamento risulta più che raddoppiato, la domanda diventa ancora più urgente : sono davvero garantite l’igiene, la cura degli animali, la biosicurezza e la prevenzione contro l’influenza aviaria? Proprio quest’ultima, in contesti caratterizzati da scarsa igiene e controlli insufficienti, trova terreno fertile per diffondersi.

Un allevamento di tali dimensioni, se non adeguatamente controllato, rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba batteriologica , con potenziali e gravi ripercussioni sulla salute pubblica”.

Con uno strano tempismo, i tecnici veterinari dell’Usl 6 si sono recati alla Fattoria per eseguire dei controlli nella mattinata di lunedì 2 febbraio 2026, anche se era già stati programmati da tempo, almeno secondo quanto riporta Il Mattino di Padova. 

Tuttavia, di tutte le immagini che Food for Profit ha registrato all’interno dell’azienda, non era rimasto nulla o almeno non è stato fatto alcun richiamo o sanzione al presidente degli avicoltori. Di fatto, sempre secondo il giornale padovano, le immagini sarebbero state di tre anni fa e non attuali.