Nella serata di sabato 31 gennaio 2026, Torino è stata teatro di gravi disordini durante una manifestazione organizzata contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. La protesta, che ha visto la partecipazione di migliaia di persone, è degenerata in una guerriglia urbana durata oltre tre ore. I momenti di massima tensione si sono verificati in Corso Regina Margherita, dove gruppi di manifestanti con il volto coperto hanno attaccato le forze dell’ordine con petardi, bombe carta, fumogeni e tubi di metallo utilizzati come mortai.

Poliziotto padovano aggredito e pestato a Torino, è stato dimesso dall’ospedale
In questo contesto di estrema violenza, nei pressi del Campus Einaudi, il ventinovenne Alessandro Calista, di origini abruzzesi ma in servizio presso il reparto mobile di Padova, è rimasto isolato dal cordone di sicurezza. Il giovane poliziotto è stato accerchiato da una decina di manifestanti e colpito ripetutamente con calci, pugni e martellate mentre si trovava a terra, privo di casco e scudo.
Dopo il violento pestaggio, il ventinovenne è stato trasferito d’urgenza nell’ospedale torinese. I medici hanno riscontrato lesioni alle costole, al bacino e un trauma cranico non commotivo. Nella stessa struttura sanitaria è stato ricoverato anche il collega, Francesco Roselli, intervenuto per proteggere il compagno ferito con il proprio scudo durante il lancio di oggetti.

Nel pomeriggio di domenica, entrambi i poliziotti sono stati dimessi. Per il ventinovenne aggredito la prognosi è di 20 giorni, mentre per il soccorritore, che ha riportato traumi che hanno necessitato l’uso di un collare cervicale, la prognosi fissata dai sanitari è di 30 giorni. Prima di lasciare la struttura, i due hanno ricevuto un ringraziamento ufficiale per il servizio prestato.

La visita del Presidente Meloni: “È tentato omicidio”
Nella mattinata di domenica primo febbraio, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata presso l’ospedale Le Molinette per incontrare i due agenti feriti.
Durante il colloquio, durato circa dieci minuti, la premier ha espresso solidarietà a nome delle istituzioni, definendo gli autori delle violenze come “criminali organizzati” e l’aggressione un “tentato omicidio”. Secondo quanto riferito dalla Presidenza, durante gli scontri sarebbero stati impiegati martelli, molotov, pietre lanciate con catapulte e dispositivi jammer per neutralizzare le comunicazioni della polizia.

Il vertice dell’esecutivo ha sollecitato l’intervento della magistratura affinché gli episodi vengano valutati con rigore e senza esitazioni. È stata inoltre annunciata la convocazione di una riunione governativa per analizzare le minacce all’ordine pubblico e valutare l’applicazione delle norme del decreto sicurezza, al fine di garantire la tutela del personale impegnato in operazioni di piazza.
Tre arresti e 24 denunce

Il bilancio complessivo dei disordini gestito da Azienda Zero e dal 118 conta 103 persone che hanno fatto ricorso a cure mediche. Tra questi figurano 29 esponenti delle forze dell’ordine e diversi operatori dell’informazione, inclusa una troupe televisiva nazionale. Secondo i dati sindacali, circa venti agenti appartenenti al reparto mobile di Padova hanno necessitato di assistenza sanitaria.
Sul fronte investigativo, la Digos ha già individuato e arrestato in flagranza differita un ventiduenne originario della provincia di Grosseto, ritenuto uno dei presunti responsabili del pestaggio ai danni del poliziotto a terra. Altri due trentenni sono stati arrestati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, mentre la questura ha proceduto a denunciare a piede libero altre 24 persone coinvolte nei tafferugli.