Diciassette anni di reclusione per Valentina Boscaro, è quanto emerge dalle motivazioni della sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Venezia, rese note venerdì 30 gennaio 2026, in merito all’omicidio di Mattia Caruso, avvenuto a Montegrotto Terme il 25 settembre 2022.
La pena è stata ridotta rispetto al primo grado ed è suddivisa in 15 anni e sei mesi per l’omicidio e un anno e mezzo per calunnia. Quest’ultimo capo d’accusa riguarda il comportamento tenuto dalla donna subito dopo i fatti, quando accusò falsamente un testimone prima di ritrattare.
Le motivazioni della riduzione della pena
Secondo i giudici, la riduzione della condanna è legata allo stato emotivo e psicologico vissuto da Valentina Boscaro nel corso della relazione, un contesto che avrebbe inciso fino a condurla al gesto più drammatico. Nella ricostruzione della Corte, la donna avrebbe preso un coltello dal cruscotto dell’auto colpendo il fidanzato al cuore, provocandone la morte.
In primo grado, la Corte d’Assise di Padova aveva condannato la 34enne a 24 anni di carcere. In appello la pena era già stata ridotta a 18 anni e sei mesi, ma quella decisione era stata successivamente annullata dalla Cassazione, che aveva chiesto un nuovo esame complessivo della vicenda.
Provocazione riconosciuta e decisione definitiva
Nel corso del nuovo giudizio, il vice procuratore generale Nicola Proto aveva chiesto una condanna complessiva a 17 anni e mezzo, sostenendo che lo stato di tensione nella coppia non fosse sufficiente a giustificare un gesto definito senza ritorno.
La Corte ha invece riconosciuto la provocazione da parte di Caruso, ricostruita attraverso una serie di comportamenti ritenuti lesivi nei confronti della donna. Da qui la decisione finale di ridurre la pena di 36 mesi, arrivando agli attuali 17 anni complessivi.
Una volta che la sentenza diventerà definitiva, Valentina Boscaro, attualmente agli arresti domiciliari, sarà trasferita in carcere per scontare la condanna.