Ricerca UniPD

Veneto tra le prime tre regioni italiane per Società Benefit: pesa per il 10% del totale nazionale

Il territorio si conferma tra i più dinamici nel modello d’impresa che unisce profitto e impatto sociale. Padova, Vicenza e Treviso guidano la classifica regionale

Veneto tra le prime tre regioni italiane per Società Benefit: pesa per il 10% del totale nazionale

Padova si conferma tra le province più attive del Veneto nel mondo delle Società Benefit, il modello d’impresa che affianca agli obiettivi di profitto anche finalità sociali e ambientali. Secondo l’ultima Ricerca Nazionale sulle Società Benefit, nel territorio padovano si contano 112 imprese di questo tipo, contribuendo in modo significativo al primato regionale che vede il Veneto al terzo posto in Italia per numero complessivo di aziende Benefit.

Il Veneto, infatti, conta 536 Società Benefit, pari al 10,1% del totale nazionale. Un dato che inserisce Padova in un contesto economico particolarmente dinamico, insieme alle province di Vicenza e Treviso, e che conferma la vocazione del territorio verso un’innovazione capace di coniugare competitività e responsabilità sociale.

Un modello che cresce e cambia il modo di fare impresa

A livello nazionale le Società Benefit hanno raggiunto quota 5.309 al 30 settembre 2025, con una crescita del 22% in un anno e un valore della produzione aggregato di 67,8 miliardi di euro. Numeri che raccontano un fenomeno ormai strutturale e sempre più centrale nel sistema economico italiano.

La ricerca, condotta da NATIVA, dal Research Department di Intesa Sanpaolo, InfoCamere, dall’Università di Padova, dalla Camera di commercio di Brindisi-Taranto e da Assobenefit, evidenzia come queste imprese investano molto più delle aziende tradizionali su obiettivi sociali e ambientali: il 20% delle Società Benefit destina oltre il 5% del fatturato a queste finalità, contro il 6% delle non-benefit.

Quasi la metà delle Società Benefit integra inoltre in modo strutturale la valutazione degli impatti ambientali e sociali nelle scelte strategiche, mentre tra le imprese tradizionali questa attenzione si ferma al 23%. Anche dove l’integrazione non è totale, l’impatto viene comunque considerato in molte decisioni aziendali.

Più benessere in azienda e più attenzione al territorio

La scelta di adottare il modello Benefit nasce spesso dall’interno delle stesse aziende e porta risultati concreti anche sul piano umano e sociale. Tre imprese su quattro segnalano reazioni positive o molto positive da parte dei dipendenti, con un aumento del senso di appartenenza e un miglioramento del clima di lavoro.

Riscontri positivi arrivano anche da clienti, associazioni e comunità locali, mentre cresce l’attenzione verso la filiera: il 22% delle Società Benefit applica criteri di sostenibilità nella scelta dei fornitori, contro il 10% delle imprese tradizionali. Proprio il coinvolgimento della supply chain resta però una delle principali difficoltà da superare.

Dall’analisi degli statuti emerge che le finalità sociali rappresentano il 55% degli obiettivi dichiarati, seguite da quelle ambientali e di governance. Nelle grandi Società Benefit esaminate, l’85% delle azioni previste ha già raggiunto gli obiettivi fissati, segno di una coerenza sempre maggiore tra impegni formali e risultati concreti.