Le scelte del Gup

Morte Eleonora Chinello: l’automobilista patteggia, dottoressa ottiene messa alla prova

L'udienza preliminare sulla morte della 14enne, avvenuta il 28 ottobre 2024 a Sant'Angelo di Piove di Sacco, si è svolta mercoledì 21 gennaio 2026

Morte Eleonora Chinello: l’automobilista patteggia, dottoressa ottiene messa alla prova

E’ passato quasi un anno e tre mesi da quando, il 28 ottobre 2024, la 14enne Eleonora Chinello è stata investita e uccisa da un’auto, lungo via San Polo a Sant’Angelo di Piove di Sacco, mentre si trovava in sella alla sua bicicletta, diretta alla fermata dell’autobus, con cui sarebbe poi andata all’istituto scolastico Lazzari di Dolo.

In merito al caso, due sono state le persone iscritte sul registro degli indagati: l’automobilista Davide Penazzo, 36enne di Campolongo Maggiore (Venezia), e Anna Maria Lamanna, dottoressa 63enne che, insieme a due infermiere, si trovava sull’ambulanza giunta sul luogo dell’incidente.

L’automobilista patteggia

Come riferito dal Gazzettino, nonostante sia stato appurato un concorso di colpa, l’inchiesta sulla morte di Eleonora Chinello si è chiusa nella mattinata di mercoledì 21 gennaio 2026 davanti al Gup Claudio Marassi.

Penazzo, difeso dall’avvocato Stefano Tigani, ha infatti patteggiato sette mesi con la condizionale e la sospensione della patente per tre mesi, con la sua assicurazione che ha già risarcito i genitori della 14enne.

L’automobilista 36enne ha dichiarato in aula di aver voluto patteggiare perché emotivamente non avrebbe retto un processo a dibattimento e che qualsiasi sentenza non avrebbe mai cancellato l’incidente.

“Il mio primo pensiero va a Eleonora e alla sua famiglia – riporta ancora il Gazzettino  – Mi consola che le perizie abbiano confermato che procedevo a poco più di 60 km/h e che la causa del tragico evento sia stata una drammatica fatalità e non imprudenza”.

Messa alla prova per la dottoressa

Lamanna, invece, ha ottenuto dal giudice la messa alla prova, evitando una condanna penale. La dottoressa 63enne, oltre a risarcire i danni, dovrà fare un periodo di lavori di pubblica utilità.

Il motivo per cui è stata iscritta nel registro degli indagati sta nel non aver fatto nulla al momento di prestare soccorso alla 14enne: la dottoressa, date le gravi condizioni di Eleonora, avrebbe lasciato fare agli infermiere. A far scattare la segnalazione all’autorità giudiziaria è stato il superiore delle due infermiere.

L’esame autoptico sul corpo della giovane aveva evidenziato un trauma cranico e uno toracico: lesioni fatali, ma che comunque non giustificano il mancato intervento di Lamanna.