Fiamme Gialle

Da Padova al resto d’Italia: smantellata organizzazione che ha truffato 1.200 anziani

Operazione della Guardia di Finanza all’alba: cinque misure cautelari, sequestri per 2,5 milioni di euro e dieci indagati per associazione a delinquere

Da Padova al resto d’Italia: smantellata organizzazione che ha truffato 1.200 anziani

Dall’alba di martedì mattina 20 gennaio 2026 oltre 70 militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Padova stanno eseguendo misure cautelari personali, perquisizioni e sequestri nell’ambito di una vasta indagine coordinata dalla Procura della Repubblica patavina. L’operazione ha portato allo smantellamento di una organizzazione a delinquere specializzata in estorsioni e truffe ai danni di donne anziane.

Le misure cautelari e i sequestri

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Padova ha disposto cinque misure cautelari: una custodia cautelare in carcere, due arresti domiciliari con braccialetto elettronico e due obblighi di dimora con prescrizioni notturne e obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Contestualmente è stato ordinato il sequestro preventivo dei profitti illeciti, quantificati in 2,5 milioni di euro.

Dieci indagati e un’organizzazione strutturata

Sono dieci le persone denunciate alla Procura di Padova, tutte di nazionalità italiana.

L’associazione a delinquere, secondo l’ipotesi accusatoria, era radicata nel territorio padovano ma operava in numerose province italiane (tra cui, principalmente, Alessandria, Ancona, Arezzo, Asti, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, Parma, Urbino, Pavia, Perugia, Pesaro, Piacenza, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza).

Truffe anziani

Il gruppo si occupava sia delle attività fraudolente sia del successivo riciclaggio dei proventi, reinvestiti in beni di lusso.

Le perquisizioni e le società coinvolte

Sono in corso perquisizioni nei confronti di tutti i presunti componenti dell’organizzazione e presso una società di vendite porta a porta con sede legale nel Veneziano e sede operativa nell’hinterland padovano. Acquisizioni documentali sono state avviate anche in diverse aziende attive nello stesso settore, con sedi nelle province di Roma, Treviso, Mantova e Lecce, ritenute coinvolte nello scambio di elenchi di potenziali vittime.

 

Le Fiamme Gialle stanno procedendo al sequestro di immobili, autovetture, conti correnti, cassette di sicurezza, denaro contante e beni di lusso, tra cui orologi, gioielli e capi di abbigliamento, fino alla concorrenza dell’importo ritenuto provento dei reati contestati.

L’origine dell’indagine

Le indagini sono partite da un controllo economico del territorio. Per mesi i finanzieri hanno osservato alcuni soggetti frequentare locali esclusivi della movida padovana e utilizzare auto di lusso. Gli accertamenti hanno fatto emergere incongruenze tra i redditi dichiarati e il tenore di vita, oltre ad anomalie nella clientela della società amministrata dagli indagati, composta esclusivamente da donne ultrasessantenni.

Secondo quanto ricostruito, gli indagati, grazie a elenchi nominativi acquistati da altre società, individuavano abitazioni di persone anziane, pensionate o sole. Attraverso una rete di venditori porta a porta riuscivano a entrare nelle abitazioni e convincevano le vittime di essere obbligate, in virtù di vecchi contratti, ad acquistare articoli per la casa o dispositivi elettromedicali presentati come di qualità ma di scarso valore reale.

Truffe anziani

I finanziamenti e le estorsioni

I prodotti venivano venduti a prezzi compresi tra 5.000 e 7.000 euro, spesso tramite finanziamenti con società di credito al consumo. In diversi casi le vittime più fragili subivano visite ripetute nel tempo e venivano indotte a sottoscrivere nuovi ordini e a rimodulare i finanziamenti, aumentando rate e durata. In caso di rifiuto, gli indagati avrebbero minacciato azioni legali, configurando la condotta estorsiva.

Oltre 1.200 vittime in tutta Italia

Le vittime accertate sono oltre 1.200, residenti non solo in provincia di Padova ma anche in numerosi altri territori, dal Nord al Centro Italia. I profitti, ottenuti con ricarichi fino all’800% sui prodotti e con le provvigioni sui finanziamenti, avrebbero consentito ai principali indagati uno stile di vita caratterizzato da viaggi, ristoranti di fascia alta e noleggio di supercar.

I complimenti di Stefani

Il Presidente di Regione Veneto, Alberto Stefani, ha voluto esprimere i suoi complimenti alla Guardia di Finanza per il lavoro svolto contro l’organizzazione dedita a truffare anziani:

 

“Quando la criminalità colpisce i più deboli, ferisce l’intera comunità. Per questo l’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Padova rappresenta non solo un successo investigativo di assoluto rilievo, ma anche un forte segnale di giustizia e di tutela sociale.

Dieci indagati, sequestri per oltre 2,5 milioni di euro e più di 1.200 vittime in tutta Italia sono numeri impressionanti – prosegue il presidente – che testimoniano la straordinaria capacità investigativa delle Fiamme Gialle e l’efficacia di un’azione condotta con determinazione e senso dello Stato.

Addolora – aggiunge il presidente – il fatto che le vittime siano in larga parte anziani, pensionati e persone fragili, spesso sole e in difficoltà economiche, sfruttate senza scrupoli attraverso metodi aggressivi e ingannevoli.  Alla Guardia di Finanza di Padova – conclude Stefani – va il ringraziamento dell’intera Regione del Veneto per aver fatto luce su un sistema criminale che lucrava sulla vulnerabilità altrui”.