La Questura di Padova, con un comunicato informa che Squadra Mobile, giovedì 15 gennaio 2026, ha identificato e fermato nella stazione centrale di Milano, una 22enne incensurata, di origini campane, autrice di una truffa in danno ad una 78enne invalida che vive con il marito a Padova in zona Terranegra ed è costretta a muoversi su una carrozzina.
L’odiosa telefonata
L’anziana aveva ricevuto una chiamata con la quale la si informava che un’auto con la stessa targa di quella del marito, era stata usata per compiere una rapina in gioielleria e che era necessario che l’uomo raggiungesse subito un ufficio di Polizia per chiarire i fatti ed eventualmente denunciare la clonazione della targa dell’auto.
Dopo pochi minuti che il marito aveva lasciato l’abitazione, la signora riceveva una seconda telefonata con la quale l’interlocutore si assicurava che il marito fosse già uscito e preannunciava una visita tesa a verificare che i gioielli custoditi in casa non fossero proprio quelli della rapina ed a tale proposito veniva invitata a prepararli per il ritiro da parte di una incaricata che poi li avrebbe ridati al marito quando fosse passato per chiarire la questione della targa.
Oh, la truffa
Prima di avvedersi della truffa, purtroppo, la Signora aveva già lanciato dalla finestra un bel fagotto contenente tutti i suoi ori, alla “incaricata del ritiro” la quale non aveva manco chiesto di entrare in casa.
Quando finalmente la Centrale operativa ha raccolto la denuncia del fatto, con tanto di descrizione ed abbigliamento della truffatrice, i Poliziotti dalla stazione di Padova si sono messi in traccia della giovane che hanno fermato, appunto, alla stazione centrale di Milano.
Recuperata la refurtiva?
No, sarebbe stata una bella conclusione della storia ma, no.
La truffatrice, infatti, a Milano non aveva più con sé la refurtiva passata probabilmente a qualche complice durante la fuga, ma chiaramente identificata, veniva denunciata alla Procura della Repubblica.
Mentre le indagini proseguiranno nel tentativo di recuperare il maltolto ed identificare i complici, data la gravità dei fatti il Questore di Padova, Marco Odorisio, ha attivato la Divisione Anticrimine per l’emissione a carico della donna di un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Padova per 4 anni.