La Polizia di Stato ha arrestato un 29enne albanese, un 42enne rumeno e un 19enne tunisino per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. I tre sono stati fermati nel pomeriggio di lunedì 12 gennaio 2026 nel quartiere Guizza, a Padova, durante un controllo delle Volanti.
In auto con quasi 50 grammi di cocaina
Attorno alle 16, una pattuglia impegnata nella vigilanza del quadrante sud della città ha notato una vettura con targa slovena che, alla vista dell’auto di servizio, ha tentato di sottrarsi al controllo accelerando e deviando in alcune vie laterali. Poco dopo, però, la corsa è terminata in una strada senza uscita.
Durante le verifiche sui documenti, gli agenti hanno visto lanciare dall’abitacolo un grosso involucro bianco, finito nel giardino privato di un’abitazione lì accanto. Sul posto è intervenuta una seconda Volante per mettere in sicurezza la zona e recuperare l’oggetto, che il proprietario di casa ha consegnato ai poliziotti.
Il successivo narcotest in Questura ha confermato che si trattava di cocaina in sasso, per un peso di circa 49 grammi. Un altro piccolo involucro, contenente la stessa sostanza, è stato trovato sotto il sedile del conducente.
Tre arresti alla Guizza
I tre sono stati accompagnati in Questura e identificati. Si tratta di un 29enne albanese, regolare in Italia, già noto per reati legati alla droga e contro il patrimonio; un 42enne rumeno, con precedenti analoghi e segnalato come assuntore e un 19enne tunisino, irregolare dal 2024, senza fissa dimora e già denunciato per lesioni e stupefacenti.
L’auto è risultata essere un mezzo a noleggio intestato a una società slovena.
Dopo il sequestro della droga e completate le perquisizioni, i tre sono stati arrestati in flagranza per detenzione ai fini di spaccio in concorso e messi a disposizione della Procura di Padova per la direttissima.
Visti il contesto e la gravità della condotta, il Questore Marco Odorisio ha avviato le procedure dell’Ufficio Immigrazione per: la revoca del permesso di soggiorno al cittadino albanese; l’accompagnamento in un CPR per il tunisino irregolare; l’allontanamento dal territorio nazionale del cittadino rumeno, considerato socialmente pericoloso.