lo sciopero

Presidi dei lavoratori (senza stipendio da dicembre) davanti alla AZA Corp di Noventa Padovana in crisi

Come affermano i sindacati: "Il lavoro a questa azienda non mancherebbe, manca la serietà di una gestione affidabile e lungimirante"

Presidi dei lavoratori (senza stipendio da dicembre) davanti alla AZA Corp di Noventa Padovana in crisi

Nella mattinata di lunedì 12 gennaio 2025, i dipendenti dell’AZA Corp hanno voluto scioperare presidiando lo stabilimento di Noventa Padovana.

Il presidio davanti all’AZA Corp

Come spiega la Fiom Cgil di Padova, ad aprile 2025 erano in 70 dipendenti, mentre adesso sono rimasti in 44, di cui 19 operai e 25 impiegati. Un altro problema è che, da ieri, l’azienda ha aperto la cassa integrazione straordinaria per i propri lavoratori, mentre il 1° gennaio ha iniziato la procedura di concordato preventivo e l’istanza per la cassa integrazione straordinaria per il sito di Fiorenzuola D’Arda.

In particolare, così facendo l’azienda vuole congelare i debiti e ammette di non poter pagare gli stipendi, costringendo lo Stato a intervenire.

Per avere una risposta bisognerà aspettare martedì 20 gennaio 2026, visto che il Ministero del Lavoro esaminerà la situazione per capire se la CIGS, Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, servirà a dare un attimo di sollievo all’azienda per studiare un piano con cui ripartire o se è solo un modo per non licenziare i propri dipendenti.

il presidio davanti alla AZA Corp

Come sottolinea la FIOM, vedendo il momento di crisi, l’azienda aveva cercato anche dei possibili compratori e, tra le venti proposte, due erano i più allettanti: Technologica Srl e LMV spa. Nonostante la seconda fosse la scelta migliore per i sindacati, per il rilancio dello stabilimento e la salvaguardia dei posti di lavoro, l’AZA Corp ha scelto la prima.

Le dichiarazioni

Come affermano Giovanni Saladino della FIM Cisl e Dario Verdicchio della FIOM Cgil, la colpa sarebbe di Ettore Zambonini, titolare della AZA Corp. Infatti, dopo il presidio in via Colombo 8, hanno affermato:

“È assolutamente inaccettabile che un’azienda con oltre 100 anni di storia, riconosciuta come Marchio storico di interesse nazionale, possa essere distrutta in pochi mesi per la mancanza di capacità da parte della proprietà. In questo momento sia noi che i lavoratori ci chiediamo se davvero la salvaguardia dell’azienda e delle professionalità presenti sia la vera priorità della controparte. O se l’unico interesse della proprietà siano gli interessi e la reputazione dell’imprenditore Ettore Zambonini titolare della AZA Corp”.

Le bandiere della FIOM Cgil

Hanno poi continuato con:

“Noi non resteremo a guardare mentre si tenta di distruggere una realtà industriale italiana, riconosciuta e attiva a livello internazionale, con la conseguente perdita delle alte competenze che ne hanno da sempre garantito il successo e il prestigio. Il lavoro a questa azienda non mancherebbe, manca la serietà di una gestione affidabile e lungimirante che possa risollevare la AZA corp e riportarla ad essere un’azienda leader del settore”.