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Omicidio Lorenzo Cristea, sul coltello trovate tracce ematiche e di Dna dei due indagati

Proseguono le indagini sulla morte del 20enne di Trebaseleghe, avvenuta lo scorso 4 maggio 2025 a Castelfranco Veneto

Omicidio Lorenzo Cristea, sul coltello trovate tracce ematiche e di Dna dei due indagati

Dal 4 maggio 2025 a oggi, 3 gennaio 2026, sono trascorsi quasi otto mesi, ma sulla tragica morte di Lorenzo Cristea, 20enne di Trebaseleghe, avvenuta a Castelfranco Veneto (Treviso), sono arrivate delle importanti novità.

Tracce ematiche e Dna sul coltello

Il giovane padovano era stato ucciso a seguito di una rissa scoppiata nelle vicinanze della discoteca “Playa Beach Club”, colpito da quattro coltellate, come ricostruito dall’autopsia sul corpo, tra il torace e l’addome.

Come riferito da Prima Treviso, proprio sull’arma usata per attaccare Lorenzo, come fanno sapere gli esiti degli esami scientifici del Ris di Parma, giunti sul tavolo del sostituto procuratore Giulio Caprarola, sarebbero emerse tracce biologiche riconducibili a entrambi i principali indagati.

Nel dettaglio, sul coltello, finito agli atti come “Reperto 45” e recuperato nel luogo dove i due indagati si erano nascosti dopo la rissa, gli esperti del Ris hanno isolato sia un profilo genotipico maschile riconducibile al 22enne Taha Bennani, sia un profilo genotipico misto, risultato compatibile con la vittima, Lorenzo Cristea, e con Badr Rouaji, l’altro indagato 19enne.

“Sulla lama è stata rinvenuta una traccia ematica, mentre una genetica sull’impugnatura – ha riferito ad AntennaTre l’avvocato Fabio Crea, che difende il 19enne Rouaji – quest’ultima riguarda il co-indagato (cioè il 22enne Bennani)”.

Per il legale Crea, questo dettaglio è importante perché confermerebbero che il suo assistito (Rouaji) non ha mai impugnato il coltello, risultato l’unica arma del delitto, e che la traccia ematica repertata sulla lama non è indicativa di alcuna azione lesiva da parte sua, ma dimostra invece un suo ferimento.

Sulla lama, inoltre, sono state rilevate tracce biologiche, prevalentemente sangue, appartenenti ad altri tre giovani coinvolti nella rissa. Altri due coltelli sono stati rinvenuti sul luogo della rissa che ha portato alla morte di Lorenzo, ma su entrambe le armi non sono state trovate tracce ematiche e non sarebbero state usate nella colluttazione.

Perizie sui cellulari

Tra gli elementi raccolti nelle indagini, ci sono anche le perizie sui telefoni degli indagati, depositati lo scorso settembre: dai loro cellulari sono stati estrapolati dettagli di interesse investigativo, cioè messaggi in cui si riferisce della rissa, del “ferro” e della “lama”.

Il 19enne e il 22enne di origini marocchine, indagati per omicidio volontario, tentato omicidio, lesioni personali e porto abusivo di arma, sono difesi dagli avvocati Fabio Crea e Paola Miotti, i quali stanno ora valutando il da farsi: non è escluso che la linea difensiva possa essere comune tra i due o separata.