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L'allarme

Veneto a secco di vaccini. Campagna troppo lenta: si rischia quarta ondata?

E' stato il virologo Ivan Gentile, direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali dell'Università Federico II di Napoli e virologo al Policlinico partenopeo a ipotizzare il preoccupante scenario.

Veneto a secco di vaccini. Campagna troppo lenta: si rischia quarta ondata?
12 Aprile 2021 ore 10:13

Scenari imprevedibili, rallentamenti e poi forti impennate: questo Covid ci ha insegnato che l’unica arma per vincere è non abbassare la guardia. E vaccinare il più possibile. Peccato che i ritmi della campagna siano al di sotto delle aspettative. E così c’è chi lancia un allarmante presagio…

Veneto a secco di vaccini, la campagna è troppo lenta

I numeri della campagna vaccinale, in Veneto e anche nel resto d’Italia, sono al di sotto delle aspettative. E questo, occorre dirlo, non per colpa della macchina organizzativa, pronta a correre come promesso. Quanto, invece, per le dosi dei vaccini che arrivano (quando arrivano) con il contagocce.

E con questi ritmi il pericolo è di dover subire una quarta ondata. A lanciare l’allarme e a suggerire l’ipotesi di questo preoccupante scenario è stato il virologo Ivan Gentile, direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali dell’Università Federico II di Napoli e virologo al Policlinico partenopeo.

“In Italia abbiamo messo in campo un sistema di vaccinazioni eccezionale – ha dichiarato lo specialista all’Ansa – ma senza materia prima non copriamo abbastanza cittadini, avremo quindi la quarta ondata a inizio autunno e l’entità dipenderà da quanto vaccineremo la prossima estate”.

Rischiamo una quarta ondata?

Sul tema dei vaccini era intervenuto anche il Governatore del Veneto, Luca Zaia, in occasione del bollettino sull’emergenza Covid di venerdì scorso. Sotto i riflettori, appunto, il basso numero di dosi che verranno recapitate in regione che aveva spinto il Presidente Zaia a chiedere apertamente al Governo di fare il possibile.

“Il Governo dovrebbe liberarsi le mani e cercare di comprare il siero in qualsiasi modo – aveva detto – Sui vaccini ci stiamo giocando tutto: si deve fare di tutto per vincere questa partita. Il numero è davvero insoddisfacente. In questo modo è un po’ come organizzare delle nozze con i fichi secchi“.

Giovedì 8 aprile 2021, quella che per il Governatore Luca Zaia è una vera e propria “macchina da guerra” era stata in grado di inoculare oltre 33mila vaccini in un solo giorno. Ma a questi ritmi, le dosi in arrivo non basteranno: si parla, per la settimana corrente, di 13mila AstraZeneca, 126mila e 300 Pfizer, 14mila Johnson.

 Gli scenari più probabili

“A novembre e a marzo – spiega all’Ansa Gentile – la seconda e la terza ondata sono state terribili. Per la quarta dipenderà da quanto avremo immunizzato, se riusciremo a sfruttare questi mesi andremo meglio, altrimenti saremo punto e capo, e con il ritmo attuale delle vaccinazioni non so se riusciremo a frenare la quarta ondata.

I brevetti? Sono una garanzia di un’opera di ingegno e in un sistema capitalistico è giusto riconoscerli, ma si potrebbero fare degli accordi per condividere con altre aziende il brevetto, riconoscendo magari delle royalties a chi ha inventato il vaccino ma aumentando di molto la produzione”.

Ultimo punto, ma non meno importante, quello che riguarda l’ormai famigerato “nodo” sul siero AstraZeneca. In tanti, infatti, stanno manifestando dubbi nei confronti del vaccino anglo-svedese, ma sull’affaire, i massimi esponenti istituzionali si sono espressi in modo assai chiaro.

Non è stato vietato, non è controindicato neanche nei più giovani. Si sottoscrive un consenso informato, e se un 40enne o un 50enne lo vuole fare lo può fare, ovviamente c’è una anamnesi. Non c’è nulla che vieti“. Così il presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa), Giorgio Palù a ‘Mezz’ora in più’ di Lucia Annunziata su Rai3. Quella dai 60 in su è “un suggerimento per una età preferenziale” spiega Palù, e “l’approccio non è né più né meno che quello cautelativo sulla base dei dati che via via si producono”.